martedì, ottobre 25, 2005

Il Gabbiano trainato

In uno scambio di e-mail con Vittorio Givone, la scorsa settimana, ho ricevuto da lui un invito a provare l'esperienza del volo in pianura con lancio al verricello. Domenica mi sono perciò unito alla squadra F3B/F3J che frequenta il campo di Crivelle, in provincia di Asti. C'erano Carlo e Maurizio, che già conoscevo per averli più volte incontrati sulla pista in Asti, Franco e naturalmente Vittorio stesso.
Il modello prescelto per la prova è stato il Superblade, che aveva già avuto trascorsi F3J con Rover Mersecchi, il precedente proprietario. Vittorio mi aveva preannunciato la possibilità di provare il traino con verricello elettrico da F3B e anche con la fionda elastica che usa per i suoi modelli da F3J. Tutte cose nuove per me, che perciò ho passato la settimana scorsa a raccogliere indicazioni e consigli su come centrare e regolare il modello per il traino. Mi sono così formato due specifiche paure: la prima, di avere il modello centrato troppo avanti (sto infatti ancora facendo pratica con questo modello) perché il gomito del gancio di traino, anche nella sua posizione più avanzata, si trova solo due o tre millimetri avanti al baricentro; la seconda, di "tirare" troppo la salita sotto trazione, sovraccaricando l'ala fino al limite di rottura. Ho allora programmato sulla radio una fase di volo "start" con un deciso trim a picchiare, nella speranza di contrastare il temuto effetto "a impennare" e contemporaneamente limitare la resistenza del modello alla trazione.
Ovviamente, giunto sul campo, ho sottopostto le mie regolazioni agli esperti che mi circondavano e che le hanno giudicate troppo prudenti. Fidandomi completamente dei loro consigli ho anche deciso di provare il primo lancio direttamente al verricello, che con la sua trazione costante e la quota di sgancio alta è più sicuro rispetto alla fionda. Verricello F3BLe uniche concessioni alla mia inesperienza sono state il profilo neutro (di solito per il lancio è flappato) e il piede di Maurizio per controllare la potenza del verricello. Prima Carlo mi ha mostrato un lancio con il suo F3B, per mostrarmi la tecnica di sgancio, e poi è venuto il mio turno. Maurizio ha agganciato il paracadute al Superblade, ha messo in tensione il cavo, ha atteso che mi posizionassi alle sue spalle e poi ha mollato la presa. Il modello ha cominciato a salire dritto e senza nessuna brutta tendenza, richiedendo solo poche correzioni. Dai commenti ho capito che la traiettoria di salita era tutt'altro che ottimale e che la manovra di sgancio ("bunt") era anche peggio, ma dopo pochi secondi il Superblade stava già veleggiando a 80-90 metri di quota senza incidenti. Il volo non è stato altro che una lunga planata mentre cercavo il trim giusto per la pianura e il centraggio scelto. Non ho prestato la minima attenzione ai segnali di termica, limitandomi a lasciarlo correre sotto l'effetto della mia adrenalina e a curare un atterraggio decoroso in pista.
Nel giro di qualche minuto ho ripetuto l'esperimento, questa volta con 5 gradi di flap in positivo, ottenendo una salita più ripida ma con qualche accenno di tip-stall perché non avevo tenuto conto del fatto che Maurizio stava limitando la velocità del verricello per proteggermi le ali. Il guadagno di quota non è quindi stato rilevante rispetto al primo tentativo; ho però notato che le ali non sembrano flettere particolarmente durante la trazione (mentre flettono durante il bunt) quindi forse ci sono margini per aumentare la velocità.
Il terzo esperimento della giornata è stato un traino con la fionda elastica di Vittorio. Dopo avermi mostrato la tecnica con un paio di lanci del suo modello ed avermi istruito per un traino veloce e non troppo tirato abbiamo agganciato il Superblade e Vittorio lo ha lanciato per me. La salita è stata regolare e lo sgancio assolutamente tranquillo, senza necessità di bunt: ho semplicemente visto il paracadute scendere verso terra e ho capito che il modello era libero. Da una quota di circa 40 metri ho cominciato a esplorare l'aria trovando un po' di termica diffusa che sicuramente non ho saputo sfruttare a dovere perché dopo tre minuti ero già al suolo.
Che dire? l'esperienza mi è piaciuta molto e la ripeterò sicuramente, anche perché Vittorio e Carlo hanno rinnovato la loro disponibilità ad aiutarmi. La fionda, se da un lato non ha la capacità di lanciare il modello alla quota raggiungibile dal verricello, mi è parsa un ottimo sistema per sfruttare il Superblade in pianura limitando il ricorso ad attrezzature costose. Magari per allenarmi in vista, in futuro, della formula F3J... chissà!

martedì, ottobre 18, 2005

Si può fare...

Ciao a tutti,
sono completamente d'accordo su quanto dice Frank in merito alla sicurezza. La sicurezza è un fattore su cui sono assolutamente intransigente. Per quanto mi riguarda e senza andare su inutili elucubrazioni, io utilizzo il seguente metodo: Prima del volo: tipicamente prima dell'accensione della radio URLO la frequenza/canale così "si sa" e attendo eventualmente se qualcuno dice che ha la stessa frequenza, poi ho un cartellino Frequenza/Canale/Nome; se appeso già da solo fornisce utili informazioni in merito, se non bastasse sotto la radio ho stampato su etichetta adesiva Nome Canale e Frequenza. Immediatamente prima del lancio: controllo le superfici mobili e la loro corretta deflessione e lancio senza intralciare il volo degli altri o quanto meno verifico che non vi siano modelli in volo in prossimità del punto di lancio. La fase del volo va da sè. Prima di atterrare: annuncio sempre la mia intenzione -PRIMA-. L'assicurazione meriterebbe una ben più ampia analisi: ricordo che comunque, se non si può fare diversamente e se uno si accontenta, quella cosidetta "del Capofamiglia" può andare bene se ha le estensioni corrette per l'aeromodellismo... ma non garantisco... io ho quella della FIAM. Inoltre, aggiungo che il rigore di volare in sicurezza lo si dovrebbe avere innanzitutto da soli se poi si è in gruppo dovrebbe aumentare, ma tutto non si può avere, talvolta... per alcuni tutto questo pare troppo (pazienza).

Volare in sicurezza, per favore!

Grande folla, domenica scorsa, sul pendio del Faiallo. Tanti amici, famiglie, gitanti, modellisti, tutti a godersi l'ultimo scampolo di stagione.
L'affollamento del sito di volo abituale dovrebbe spingere tutti a aumentare gli sforzi per volare in sicurezza, per sé ma soprattutto per gli altri che magari non sono modellisti e si stanno solo godendo una passeggiata. Devo invece stigmatizzare come più gente significa purtroppo meno sicurezza, o almeno questo è quanto ho visto domenica. Non parlo di condotte di volo spericolate o audaci, ma di semplici e forse istintivi comportamenti che, se accettabili quando si vola da soli, sono fonte di rischio inutile se si vola con altri. Parlo di accendere la trasmittente senza avere verificato le frequenze degli altri in volo. Parlo di atterrare con un 4 metri a pochi metri dalla schiena di un altro modellista che sta recuperando il proprio modello. Parlo di volare con lo stesso 4 metri senza una idonea assicurazione.
Il pendio, almeno il nostro, non è un campo volo: nessuno può impedire a nessun altro di andarci, di volare. Ho sempre apprezzato tutto questo. Occorre perciò il massimo senso di responsabilità per continuare a fruirne nel rispetto degli altri. Per favore, non dimentichiamolo a casa!

domenica, ottobre 09, 2005

"La famigghia... è una cosa importante"

(La famiglia dei Blade, ovviamente, non quella di Don Vito Corleone...)
Approfittando di una giornata di bel tempo che ha fatto seguito ad una settimana pessima, oggi ho portato il nuovo Superblade sul pendio del Faiallo per il collaudo. Arrivo contemporaneamente a Roberto sul sito di volo, dove già ci attendono Stefano, Valter e Giancarlo. Il vento soffia da Nord a circa 25 km/h. Monto velocemente i due Blade e faccio le prove radio: per il Superblade tutto OK, ma il Blade da 1.9 metri mostra qualche problema di ricezione. Rivedo davanti agli occhi il film del sabato precedente, e decido di provare a spostare l'antenna all'esterno della fusoliera; putroppo nel Blade c'è pochissimo spazio e per estrarre l'antenna devo estrarre la radio e per questo devo staccare tutte le spinette dei servi. Francesco e il Superblade in posa al FaialloIn poche parole ci vuole quasi mezz'ora, ma dopo l'intervento i disturbi sono completamente spariti: che i guai radio di sabato scorso fossero un problema locale al mio ricevitore? Certo è vero che anche Roberto ha avuto qualche disturbo di troppo, e che è ormai da un pezzo che volo con l'antenna in fusoliera... il caso non è chiaro ed è ancora aperto.
Mentre ritorno dalla prova radio Roberto mi sollecita al collaudo del Superblade, perché il vento è diminuito di intensità e soprattutto è diventato molto laminare. Affido dunque il modello a Roberto per il lancio, provo tutti i comandi e... via! Il modello è un po' cabrato e tende a rallentare troppo, metto giù un po' di tacche di trim e la traiettoria si stabilizza. Lascio che il modello vada per conto suo per impararne il comportamento, e vedo che pur essendo stabile tende a sentire molto ogni movimento dell'aria. Sale in termica che è una bellezza, ma il carico alare è basso (paragonabile a quello del Blade piccolo) e perciò velocità e capacità di tenere l'energia non sono all'altezza. Ci vorrà sicuramente qualche etto di ballast.
Dopo una ventina di minuti di volo faccio qualche prova con il butterfly per trovare la giusta compensazione e inizio a provare i circuiti di atterraggio. Il Superblade non vuole scendere, occorre arrivare molto basso e dispiegare completamente il butterfly per riuscire a posarlo sul terreno. Collaudo positivo e primo volo concluso a 22 minuti!
Mentre mi riprendo dalla tensione (non avevo mai portato un modello oltre i 2 m e non mi aspettavo la risposta "lenta" ai comandi favorita anche dalla bassa velocità), vedo uscire Roberto con l'ASW 24 di Stefano, che ha bisogno di trim, e poi con il Merlin. L'opinione di Roberto, confermata da Valter e Giancarlo, è che le condizioni stiano indebolendosi al punto da non riuscire a stare in aria. L'anemometro segna circa 22 km/h orizzontali e 10 verticali... non molto ma neanche troppo poco per il Blade. Me lo faccio lanciare da Stefano perché si tratta di collaudare le riparazioni fatte in settimana e preferisco avere le mani sui comandi, ma non ce n'è bisogno: il modello fila via dritto e tranquillo come al solito, non ha preso cattive abitudini. Non c'è la minima traccia di problema radio (ma non mi fido a provare il DS... troppo pericoloso visto che la causa dei disturbi non è ancora chiarita). In confronto al Superblade scarico, il Blade normale vola come su un binario, senza tentennamenti dovuti all'aria che attraversa. Certo non sale come il fratello maggiore, ma vedo con piacere che è rimasto lo stesso anche dopo i miei interventi con resina, tessuto di vetro e stucco.
Riportato a terra il Blade, mi faccio lanciare di nuovo il Superblade per un secondo volo. Le condizioni di vento sono più laminari di quanto non fossero prima, e mi godo veramente il volo. Il Super è davvero efficientissimo, e quando lo avrò caricato a dovere sono certo che si metterà anche a correre come piace a me.

sabato, ottobre 08, 2005

Superblade

Superblade 1Grazie ad un'occasione fortunata ho acquistato il modello che spero mi potrà dare soddisfazioni nella prossima stagione. Si tratta del Superblade della X-Models, il fratello maggiore da 3 metri e 15 del Blade che già ho e che tanto mi soddisfa. Se saprà offirmi il livello di prestazioni a cui il modello da 1.9 metri mi ha abituato, ci sarà da divertirsi.
Per ora ho terminato l'allestimento del modello e oggi ho provato, sul campo di Asti, un lancio a mano per farmi un'idea del centraggio. Domani, visto che il tempo sembra ben intenzionato, potrebbe essere la volta del collaudo in volo. Vento da Sud, per favore!

domenica, ottobre 02, 2005

Paura!

La giornata di ieri al Faiallo è stata la più spaventosa che ricordi su quel pendio.
Nel primo pomeriggio giungo sul sito insieme a Valter e ad un suo amico di Ovada. Il cielo è coperto ma non fa troppo freddo, e in più il vento è proprio quello adatto.
Diamo inizio ai voli e subito cominciamo a divertirci; faccio un paio di uscite con il Fredy e una con il Blade, provo anche il DS ma la direzione del vento, in rotazione verso Est, non è delle più favorevoli.
Arriva anche Stefano con il Trendy e il nuovo ASW 24. Iniziamo un volo a tre ma a un certo punto Stefano ed io ci accorgiamo che qualcosa non va, i modelli sembrano pigri al comando. Il Blade perde addirittura il contatto radio per alcuni istanti: si sente il cercamodeli che entra in funzione. Atterriamo per investigare le cause... dal momento che Stefano ed io abbiamo volato insieme già tante volte, e che Valter è sui 72 MHz, diamo la colpa al mio telefono cellulare che avevo dimenticato, acceso, nella tasca del giubbotto.
Ripongo il telefono nello zaino e esco con il Fredy: c'è qualche sballottamento ma potrebbe essere il vento. Esce anche Stefano e, benché io non noti differenze evidenti, la sua sensibilità al modello lo porta a dire che non si comporta nella solita maniera. A quel punto lancio il Blade e raggiungo in volo Stefano e Valter. Per un bel po' tutto va nel migliore dei modi, ma ad un certo punto mentre il modello si sta allontanando da me mi accorgo che non risponde più ai comandi pur non essendo ancora particolarmente lontano. La ricevente a microprocessore mantiene l'ultimo comando valido, quindi il modello non precipita ma continua pericolosamente ad allontanarsi. Il problema perdura alcuni secondi: vedendomelo già veleggiare verso Voltri inizio a correre per ridurre la distanza (ingenuamente: il Blade è ben più veloce di me in corsa), e finalmente recupero il controllo. Viro subito per riportare il modello verso l'atterraggio: apro i freni, sottovento, base, virata in finale e in quel momento perdo nuovamente il controllo! Il Blade dà "giù di muso" verso il terreno da 7-8 metri, e l'impatto è inevitabile.
Scendo insieme a Stefano per vedere che cosa è accaduto, preparandomi a trovare un disastro. Invece, per fortuna troviamo la fusoliera piantata di naso nel terreno morbido, e l'ala posata a lato, in un solo pezzo. Le viti di nylon hanno agito da fusibile, spezzandosi e assorbendo parte dell'impatto. L'ala ha solo un'ammaccatura a un flap e una cricca su un terminale alare; la fusoliera una crepa superficiale sul trave di coda: un ringraziamento va a Marco Berti che costruisce modelli decisamente robusti.
Mentre recuperiamo, i disturbi radio proseguono: sentiamo il cercamodelli che si attiva e inizia a suonare, smette, ricomincia. E' a quel punto chiaro che si tratta di un problema radio, e che quindi è necessario capire da dove provenga. Iniziamo una "passeggiata" con i modelli per cercare se ci sono punti in cui il disturbo è maggiore, ma senza successo: i disturbi si ripetono, ma in modo che non sembra avere nessuna correlazione con il luogo. Ci sembra di rilevare invece una correlazione con la presenza del cellulare acceso di Valter (dopo averlo spento i disturbi non si sono più riprodotti), ma è tardi, diventa buio e ce ne andiamo senza elementi conclusivi.
Al momento non riesco a capire se si sia trattato di disturbi radio o di problemi al ricevitore. Il ricevitore (Schulze Alpha 8) è ormai ampiamente collaudato e non ha mai dato problemi; è vero che i problemi si sono presentati sempre in condizioni in cui il cellulare di Valter si trovava sulla "linea di mira" tra la trasmittente e il modello, ed è vero che l'andamento intermittente dei disturbi può ricordare il periodico "handshaking" del cellulare con la la stazione base, ma mi sembra incredibile che un trasmettitore su frequenze così lontane dalle nostre possa dare problemi. Resta il sospetto che qualche radioamatore stesse trasmettendo fuori dalla sua banda: i radioamatori sono persone serie e competenti, ma magari un'antenna non accordata può essere sfuggita ai controlli... non so proprio dire.

domenica, settembre 25, 2005

ASW 24 Airborne

Finalmente, oggi, pur non essendo una giornata eccellente sotto l'aspetto meteo ci siamo rivisti sul pendio. Il momento centrale della giornata era il collaudo dell' ASW 24 della FVK realizzato da Stefano (doctorwind). Volo di collaudo ASW24Ecco le condizioni della prova:
Pressione al livello del mare di 1016 hPa vento da SSE da 10 a 21 km/h; vento ovviamente non laminare, con conseguente spinta verticale notevole. L'ASW 24 è un modello come dicevo realizzato dalla oramai nota casa tedesca FVK. Ecco le caratteristiche del modello:
1,63m di apertura-0,75m di lunghezza. Il profilo è un MH 32 peso 320 g ed un carico di 19,8 g/dm². Si valutano un pò di cose prima del lancio di collaudo che viene affidato al sottoscritto, la costruzione è precisa (e come non potrebbe esserlo) aggiustiamo grazie a franz e doctorwind i comandi e il baricentro statico e ci apprestiamo al lancio. Il modello è un coda a T e quindi molto efficace e me lo aspetto (e così sarà). Lanciamo il modello va via un pò incerto ma preciso, esco a sinistra e guadagno quota accenno una prima virata a destra e dimostra una pulizia nella virata degna di modello di dimensioni ben più generose. Esco dalla virata con un buon guadagno di quota, assaggio un pò il suo carattere, non certo tranquillo ma nemmeno "nevrotico" e quindi divertente, riscontro (ma non poteva essere diversamente al primo volo) una certa "esuberanza" dei comandi inoltre la condensazione aumenta mi appresto all'avvicinamento e atterraggio. Il modello non ne vuol sapere di atterrare, complice oltre una buona efficenza anche una termica a W della zona di atterraggio in sotto vento; il che mi fa approcciare al zona di atterraggio in un modo nuovo. :-)(che ne dici franz?) Comunque l'atterraggio è onesto senza sorprese e... senza aerofreni. Si risistemano i comandi e attendiamo una nuova finestra di visibilità buona. Rilanciamo e il modello svela il suo "buon carattere" tant'è che vado ad esplorare inviluppi di volo più critici compresi lo stallo, scampanata, looping e tonneau (leeeento). Il modello ritorna a terra in modo pressocè perfetto a pochi metri da me. Che dire? bellissimo...!
Buoni voli doctorwind!

sabato, settembre 24, 2005

Volare da campioni

Sabato senza pioggia, oggi. Qualche commissione in giro per la città al mattino, e poi subito di corsa verso il Faiallo: c'è il Fredy da ri-collaudare e soprattutto tanta voglia di tornare a volare, per cui anche i rapporti METAR che parlano di vento in diminuzione passano in secondo piano.
In realtà, arrivato sul sito, mi accorgo che il vento è veramente poco: da 10 a 15 km/h, variabile con un periodo di circa dieci minuti. Decido di aspettare per capire come evolverà la giornata, e intanto faccio una passeggiata nei boschi attorno (pare che quest'anno ci siano molti funghi...). Al ritorno mi accorgo che c'è un modellista che sale verso la sommità della collina, e si vede bene che è un modellista perché ha al collo una MC-24 e in mano un aliante. Fatte le presentazioni scopro che Alex (così si chiama) viene da Bolzano e trovandosi a Genova per altri impegni ha provato a cercare il pendio di cui aveva letto su internet. Scopriamo anche di avere la stessa frequenza, per cui lascio che Alex esca per primo a saggiare l'aria (fifone che sono, neh?). L'aliante, un Simprop da 60 pollici, si comporta benissimo e aggancia subito qualche termica; la dinamica non è esuberante ma le termiche compensano e permettono di fare una buona quota.
Dopo una decina di minuti Alex atterra e mi lancia il Blade; subito inizio a cercare una traiettoria che mi permetta di sfruttare l'efficienza del modello, e ingrassando un po' il profilo riesco a raggranellare un po' di quota. Alex mi indica a questo punto un paio di punti in cui trovo delle buone termiche e salgo ancora. Riporto il profilo "liscio" e lascio correre il Blade, che tanto mi restituisce molto bene la velocità presa con altra quota. Incredibile efficienza! E pensare che oggi nemmeno i parapendio se la sono sentita di uscire.
Atterro e Alex lancia per il suo secondo giro. Alex trova le termiche come un falco, e ha parole di elogio per il pendio e il panorama, davvero bello anche se la giornata non è limpidissima: "Qui si può volare anche da Nord?" "Certamente!" "E si fa DS?" "Eccome, da tutti e due i lati!"
Dopo l'atterraggio è la volta del Fredy riparato, che in confronto al Blade è un sasso; Aliante di Alex in voloprobabilmente non sono riuscito a mantenere perfettamente il diedro longitudinale nel corso della riparazione, per cui compenso abbassando un po' i flapperoni. Va un po' meglio, ma l'efficenza non è quella dell'altro mio modello. Alex comunque riesce a instradarmi verso aria migliore, e mi dispensa preziosi consigli su quando virare e quando lasciarlo correre.
Atterro ed è già il momento dei saluti. Lascio ad Alex il mio indirizzo di posta elettronica, la URL del blog e gli chiedo nuovamente come si chiama per poterlo segnalare sul blog. "Alex Galtarossa"... bene, ho appena volato con il campione italiano F3K 2005! Ciao Alex!

martedì, settembre 20, 2005

F3K : gara bagnata... gara (s)fortunata!!

Per il fine settimana era previsto brutto tempo e tutti i concorrenti partecipanti alla gara di F3K - Campionato Italiano a Crivelle (TO) tremavano al pensiero di non poter svolgere tutte le prove programmate...
Domenica 18 settembre, arrivati sul campo trovai un gruppo di modellisti infreddoliti, al riparo di una piccola tettoia.
Dopo poche chiacchiere uno di noi tentò il volo d'inaugurazione sfidando la pioggia insistente.
In pochi minuti tutti estrassero dalla propria auto i modelli e alle 10 in punto è stato dato il via alle danze!
Otto prove previste per la giornata, cinque batterie ad ogni prova per 24 concorrenti.
Da ogni batteria si vedevano tornare modelli e aeromodellisti bagnati fradici che nonostante il disagio, apprezzavano le condizioni metereologiche medie.
Abbiamo potuto constatare infatti che anche con la pioggia diverse bolle si staccavano dal suolo trasformandosi in sufficienti termiche capaci di mantenere in volo i nostri modelli per diversi minuti.
Non è mancato lo spuntino di metà mattinata ed il corposo pranzo alle 13 circa, preparato dall'organizzazione dell'AeroClub "La Cloche" (Grazie Vittorio e Davide...)
La gara procedeva senza gravi intoppi: poche e piccole rotture avevano fatto perdere pochi secondi di volo ai concorrenti.
Da ricordare la rottura netta di metà stabilizzatore del modello di Reali (che nonostante tutto ha terminato la prova optando per lanciare più dolcemente mirando ad un numero maggiore di voli!), il volo non comandato di Cassinis (durante il lancio si è sfilato il quarzo dalla ricevente...ma grazie ad un perfetto trimmaggio il modello è tornato a terra senza danni), la rottura del timone del Turbo di Paolo Ventafridda (il quale ha poi continuato la gara con il modello di scorta...)
Personalmente ho avuto diversi problemi all'elettronica del radiocomando: probabilmente la troppa umidità ha causato diversi falsi contatti, causando anomalie nel movimento dei servi.
Nonostante tutto volare sotto la pioggia non è stata una situazione di gran disagio... Le prime gocce appena usciti allo scoperto davano sicuramente fastidio ma poi l'adrenalina della gara ci ha fatto dimenticare ogni dubbio.
Ogni momento della CI è stato diretto dall'ormai espertissimo Sergio Pers, sempre attento ad ogni esigenza di noi partecipanti!
Alla fine della giornata è stato eletto il Campione Italiano F3K 2005: Alex Galtarossa... Complimenti!! Io mi sono aggiudicato la diciottesima posizione... non è certo un gran risultato ma l'importante è partecipare! :-)
Sicuramente la prossima volta andrà meglio: l'allenamento in questa categoria è fondamentale... vedrò di applicarmi di più!
Cosa mi piace veramente delle gare F3k?
Ogni volta si torna a casa con nuove nozioni e tanta voglia di migliorare!
Grazie a tutti i partecipanti... 24 testardi gareggianti sotto la pioggia!!!!

Maggiori informazioni su http://www.f3k-italia.it

lunedì, settembre 19, 2005

Ma allora è un vizio!

Un altro week-end presa-in-giro! Dopo alcuni giorni (naturalmente lavorativi) di bel tempo e cielo limpido, da sabato sul Piemonte ha cominciato a cadere un'insistente pioggia. Nel primo pomeriggio di domenica, dopo avere dato l'ennesima occhiata alla webcam di Genova e al METAR, decido che al Faiallo peggio di com'è qui ad Asti non può certo essere, e parto. Il pendio è sgombro, con il "ceiling" delle nubi a 150 metri circa sopra la quota di volo. Non c'è il sole e già al parcheggio si sente freddino, ma appena giungo sulla cresta del forte Geremia capisco il vero carattere del tempo: vento freddo, molto forte e con raffiche violente. Arrivato al sito di volo prendo l'anemometro e lo espongo al vento: un minimo di 38 km/h con raffiche che arrivano a 57 km/h nello spazio di un paio di secondi! Sarebbe il caso di tornare alla macchina, ma l'incoscienza ha il sopravvento e decido di montare il Fredy.
Carico tutto il ballast possibile e mi porto nel lato sopravento per lanciare. Con i guanti la presa sul modello non è sicura, ma dopo qualche prova riesco a impugnare la fusoliera e lanciare. Superati i primi metri di salita trovo aria meno turbolenta, e lascio che il modello prenda quota risalendo il vento. Appena viro per la prima traversa l'accelerazione è incredibile e comincio a prefigurarmi un atterraggio impegnativo.
Con un po' di quota in più provo a mettere la coda al vento per tentare un passaggio di dynamic soaring. La separazione è netta e alta, non serve scendere molto giù verso la valle. Dopo il primo giro il modello è velocissimo, saranno 200 km/h, e esco subito riportandomi sul lato sopra vento: il Fredy fischia come un jet, e continua a farlo per quattro passaggi davanti alla mia postazione! L'emozione è fortissima... sono ormai oltre la semplice eccitaziona adrenalinica, sono addirittura spaventato dalla velocità e dalla violenza delle reazioni del modello.
E' ormai chiaro che la sfida del giorno sarà riportare a terra il Fredy. Cerco di rallentare un po' usando gli spoileroni e approfittando di un momento di vento meno forte imposto il circuito di atterraggio. Il braccio di sottovento passa velocissimo, mentre il braccio di base e il finale sono un'unica virata quasi in vite, che alla fine porta il modello a un paio di metri sopra il pendio. Apro gli spoileroni e riesco a posare il Fredy ai piedi di un cespuglio: non certo un atterraggio morbido, ma nemmeno un crash. Purtroppo, al recupero mi accorgo che il colpo contro il terreno ha nuovamente spezzato il trave di coda, nello stesso preciso punto che era già rimasto incidentato alla seconda uscita del Fredy. E' un vizio!
Scherzi a parte, evidentemente la precedente riparazione non è stata sufficientemente robusta. Penso di avere sbagliato a usare tessuto di vetro leggero, da 49 g/m² ora mi ripeterò con la tecnica dei "Blätzli" ma con pezzi più grandi e da 105 g/m². Speriamo basti... l'ideale sarebbe una riparazione dell'interno ma la presenza dei rinvii interni, non facilmente rimovibili, impedisce l'uso delle tecniche note come la spugna e il palloncino.

venerdì, settembre 16, 2005

"ASCENSORE"

Pendio Alpe di Vobbia 1Visto che dopo l'ultima uscita avevo rotto il pianetto DX del V-tail, ieri sera ho sfruttato il tempo libero che avevo a disposizione per il collaudo del Trendy dopo la riparazione effettuata. Non volendo andare da solo ho chiesto compagnia al mio amico Simone che ha accettato con entusiasmo la mia proposta.
Caricato l'aliante in macchina, ci siamo recati all' Alpe di Vobbia; già durante l'avvicinamento ero scettico perchè in pochi minuti l'aria umida (85%) Trendy con la Luna all'Alpeha iniziato a condensare e a scavalcare i vari pendii. Arrivati a destinazione invece ho constatato con piacere che eravamo fuori dalla zona critica e ciò ci ha permesso di iniziare a montare il Trendy senza dover tornare a casa con le pive nel sacco!
Il vento aveva provenienza da S-SE con velocità di circa 20-25 Km/h; condizioni ideali per il mio piccolo aliante che non vedeva l'ora di tuffarsi in quel mare d'aria! Un ultimo controllo ai comandi come da rigida procedura e via! Esco per un nuovo volo che dopo qualche attimo di verifica della corretta funzionalità del piano di coda, si trasforma in puro e sano divertimento.
Tramonto sull'AlpeL'esplorazione del pendio è sicura e mi rivela 3, dico 3, canali in cui la dinamica verticale è fortissima (veri e propri ascensori) dove il Trendy, quasi senza avanzare, guadagna decine di metri di quota. L'emozione è grande e visto che non avevo mai trovato condizioni simili ne approfitto per lanciarlo anche in qualche manovra più accentuata (per fortuna che sulle istruzioni c'è scritto: DO NOT AEROBATIC MANEUVER...). Comunque niente paura, il mio aliante non è fatto per correre e anche i miei pollici non hanno sufficiente esperienza per certe cose! Chissà magari l'anno prossimo...
Stefano col Trendy all'AlpeIl tempo passa ed è quasi l'ora di atterrare (o meglio: cercare di atterrare); dopo aver effettuato un primo passaggio, la tachicardia ha preso il sopravvento perchè la condizione era davvero notevole e il Trendy non ne voleva sapere di scendere. Ho ripetuto la manovra più volte, arretrando e scendendo sempre di più fino a trovare la posizione giusta per l'atterraggio.
Un bel volo, non c'è che dire, con un'aria poco turbolenta e la compagnia della Luna che ci guardava da lassù... anche il panorama terrestre era spettacolare con un mare di nubi che ricopriva Genova e le valli circostanti creando un' atmosfera davvero particolare.
Alla prossima e buoni voli a tutti!

martedì, settembre 13, 2005

Buon auspicio

Grandangolare sul cieloL'ultimo fine settimana è passato senza voli e con tanta, tantissima pioggia sul nord-ovest. Da ieri il tempo è migliorato e il cielo è ora sereno, ma le previsioni suggeriscono che il prossimo week-end potrebbe tornare a peggiorare.
Per buon auspicio pubblico una foto grandangolare ripresa domenica sera, quando dopo aver scaricato acqua e acqua per tutto il giorno il cielo ha cominciato a rasserenarsi.

lunedì, settembre 05, 2005

Poco vento... tanta amicizia!

Ieri è stata una giornata insolita ma piacevole.
Sotto l'aspetto "volatorio" abbiamo finalemte assaporato il cosidetto Tramontanino. Il tramontanino è una brezza di origine settentrionale debole debole, assolutamente laminare e quindi con una spinta verticale quasi nulla e per completare, il sole era pallido, quindi niente termiche. Nonostante tutto dopo aver "annusato" l'aria si decide di lanciare il Trendy di Stefano. L'aliante esce tranquillo eseguendo una buona planata, un otto e Stefano rientra. Dopo tento anch'io un lancio con il Silent Dream che dimostra anche lui un'efficenza elevatissima. Chiudiamo la giornata con una decina di lanci tra Stefano ed il sottoscritto.
I voli se pur brevi, sono stati divertentissimi ed impegnativi.
Ma se vogliamo la vera "chicca" della giornata è stata la gradita presenza di Antonietta e Marco. Ho conosciuto Marco un po' di tempo fa: Marco non è un modellista ma era curioso di vedere cosa si combina sui monti liguri...
Ebbene Antonietta e Marco ci avevano promesso di fare merenda insieme a noi... è così è stato! Non ben capito dove avessero tutta quella roba (ETA BETA docet) buonissima... alla faccia della merenda.
Giusto per citare: Rossese di Dolceacqua torta di frutta etc etc...
Bellissimo! ottima compagnia, buon vino, ottimi dolci!
Cosa desiderare di più?
Grazie siete stati gentilissimi... e di questi tempi queste cose sono importanti!
Un grazie di cuore da tutti noi

domenica, settembre 04, 2005

Buon compleanno

Sto scrivendo mentre guardo la registrazione della manifestazione aerea di Rivolto che festeggia i 45 anni della Pattuglia Acrobatica Nazionale. Anche se farà ridere, provenendo da semplici aeromodellisti, buon compleanno e congratulazioni alle Frecce Tricolori da tutti gli amici del Gabbiano R/C!

Si torna a volare

Dopo gli ultimi due week-end, in cui per problemi meteo ho disertato il pendio, ieri e oggi sono tornato sui prati del Faiallo. Sono stati due giorni con condizioni decisamente diverse da un giorno all'altro: vento debole meridionale sabato, vento settentrionale da forte a calmo oggi. Ieri ho potuto portare in volo solo il Blade, per la sua capacità di sopravvivere in condizioni deboli, mentre oggi ho avuto il piacere di riportare in aria il Fredy dopo le riparazioni delle scorse settimane. Il nuovo collaudo è stato assolutamente regolare: il modello non ha mostrato nessuna differenza nel comportamento, segno che nella riparazione sono riuscito a mantenere pesi e incidenze come erano prima dell'incidente.
Purtroppo le condizioni di vento al momento del volo, settentrionale e non troppo forte, mi hanno sconsigliato di tentare il dynamic soaring e di provare l'inserimento del ballast.
Verso le 17.30 il vento è calato al punto tale da costringere tutti a terra. La bandierina segnavento è rimasta incollata all'asta per circa dieci minuti, poi ha ripreso a soffiare un debole vento di circa 10 km/h. In queste condizioni, Stefano e Roberto hanno dato dimostrazione della grande efficienza dei loro Trendy e Silent Dream, riuscendo a resistere in aria per alcuni minuti prima di dover scendere per tornare a casa.

giovedì, agosto 25, 2005

Il volo (davvero) silenzioso

Speravo che gli ultimi giorni di ferie fossero migliori. Tempo incerto in pianura, mentre le web cam su Genova mostrano nuvoloni bassi, i METAR parlano di poco vento e monti nelle nubi, e gli Svizzeri prevedono tempo brutto (beh, da loro è stato peggio). Frustrato nei propositi di volo in pendio, mi sono dedicato alla fotografia, a girare per Langhe e Monferrato e naturalmente a mettere a punto i modelli. A proposito di quest'ultima attività, ho trovato un interessante thread sul sito "RCGroups" in cui si discuteva di come preparare il Blade per il dynamic soaring. Due aeromodellisti, in particolare, si scambiavano suggerimenti in merito a come chiudere la fessura tra parte mobile e parte fissa di ala e piani di coda, arrivando a ipotizzare che la fessura aperta possa causare una delaminazione dello stratificato.
Effettivamente, mentre produttori come Jaro Müller e Valenta applicano alle parti mobili dei "coprifessura", la X-Models lascia le fessure "nude" anche se praticamente sono già predisposte per l'applicazione. Avevo sempre pensato che le fessure aperte potessero, al peggio, causare un po' di resistenza in più, e che quindi i coprifessura fossero d'interesse solo per chi fa gare, ma la questione della delaminazione non mi ha lasciato indifferente. Effettivamente la pressione e la turbolenza dell'aria nella fessura potrebbero infiltrarsi nel vuoto all'interno dell'ala... non so con quali conseguenze ma su internet si leggono storie terrificanti di ali esplose in volo durante il DS apparentemente per sovrapressione.
Seguendo i consigli del thread di RCGroups ho provveduto a fabbricarmi Gap sealdei coprifessura con del semplicissimo nastro isolante, tagliandolo a misura, applicandolo sulla parte mobile e "infilando" il bordo libero sotto il margine dell'ala, come in foto. Quindici minuti di lavoro in tutto per alettoni, flap e elevatori/timoni. Il nastro isolante è elastico ma tenace, non ostacola il movimento del timone e forma una bella curva tonda quando la parte mobile viene estroflessa.
Oggi, grazie a condizioni di vento insolite in pianura, ho potuto collaudare i nuovi coprifessura con un volo a San Martino. Il vento era buono e ho potuto fare un po' di quota e di velocità. Beh, l'effetto dei coprifessura è incredibile: il Blade affonda e manovra quasi in completo silenzio, senza emettere più la sua "nota" tipica. Meno energia dissipata a fare rumore! "Planes should be seen and not heard" come dicono gli amici del volo elettrico!

lunedì, agosto 22, 2005

Pomeriggio a San Martino

Tempi di voloPomeriggio di volo a San Martino Alfieri, oggi. Vento inizialmente buono (24 km/h), poi in calo fino alla calma. Nuvole e sprazzi di sole, qualche termica ogni tanto: si arabescava sul poco o sul "nulla", sarebbe piaciuto a Roberto. Il Falcon ha totalizzato oltre un'ora in aria con soli 44 secondi di motore.

sabato, agosto 20, 2005

Dunque: Losne & Tuoni in quantità...

...ovvero le previsioni del tempo per questo week-end.
Se avete un passatempo alternativo, tipo lento fumo, assaggio di produzioni gastronomiche locali, libri di cui rimandate sempre la lettura, degustazione di vini meditativi... ebbene questo fine settimana potrete farlo! ... Contenti? Come dire questo fine settimana la perturbazione ci terrà compagnia, e non illudetevi se vedete ogni tanto qualche sprazzo di sereno... vi vuol fregare!
Bene inizio con uno dei miei passatempi preferiti stappo una bottiglia di Ruchè poi si vedrà...
Salutissimi

venerdì, agosto 19, 2005

Fredy riparato

Fusoliera del Fredy riparataIl Fredy è tornato in ordine, pronto per riprendere il volo. Il trave di coda e il naso sono stati riparati con la solita tecnica dei "Blätzli" di cui avevo già scritto nel mese di marzo. Con una bomboletta di pittura acrilica ho dipinto due strisce di vernice gialla sulla fusoliera, a forte contrasto con il resto in modo da coprire le riparazioni senza dover impazzire a cercare la giusta corrispondenza di colore.
La chiglia è stata invece riparata con colla cianoacrilica, tessuto di vetro leggero e roving di carbonio. Il peso e il bilanciamento non sono cambiati in modo avvertibile rispetto a prima.
Purtroppo nei prossimi due giorni le previsioni del tempo sono pessime, quindi temo che il nuovo collaudo dovrà aspettare. In compenso, oggi mi sono recato sul pendio di San Martino Alfieri per approfittare del moderato vento che soffiava da Sud: con il Falcon ho fatto 52 minuti di volo con soli 62 secondi di motore.

martedì, agosto 16, 2005

Panorama dal Faiallo

La giornata di Ferragosto è stata caratterizzata, sulle regioni di nord-ovest, da una limpidezza eccezionale dell'atmosfera. Dal pendio del Bec Geremia al Faiallo si scorgeva la Corsica, e dal Fasce l'Elba.
Panorama di Ferragosto dal Faiallo

lunedì, agosto 15, 2005

Non c'è due senza tre! Ovvero: Guf; Ri-Guf; Tri-Guf

Data la giornata (purtroppo non avevamo molto tempo a disposizione) decidiamo di andare a far un saltino al monte Fasce.
Arriviamo per le 14:30 e soffia un discreto vento di Tramontana intorno ai 18 km/h. Decido di uscire con il Cumulus.
Preparo il tutto ma durante il montaggio mi accorgo che una vite di tenuta di una semiala scivola. Penso, lì per lì, che sia il filetto rovinato, essendo di teflon... e invece no! La piastrina con il filetto sulla fusoliera risulta scollata; quindi il modello non volerà almeno per oggi (e uno).
Nessun problema, penso, poichè ho anche il Trendy a disposizione e il vento è anche calato intorno ai 9 km/h quindi le condizioni ideali per una buona termicata! Preparo il tutto e mi accingo alle prove pre-volo; noto, con sorpresa, che il motore gira ma il gruppo elica-riduttore non dà cenni di movimento. Preoccupato quanto basta, inizio a cercare il perchè dello strano comportamento; dopo varie elucubrazioni, inizio a smontare il gruppo motore/riduttore, apro il riduttore e... con molta sorpresa noto che uno degli ingranaggi (tutti in metallo) della riduzione risulta spezzato a metà... considerate che tale riduttore ha "girato" per "ben" 19 minuti... speriamo in una provvidenziale garanzia; quindi anche il Trendy (almeno per oggi) non volerà (e due).
Dopo circa un'oretta il vento rinforza decisamente, con raffiche intorno ai 40 km/h niente di meglio per un volo con il Merlin.
Mentre che mi accingo al montaggio una raffica più potente e mi sfila una semiala dalle mani e "svolazza" atterrando rovinosamente a terra rovinando il terminale alare... (e tre) Vado-a-casa. ;-)

domenica, agosto 14, 2005

Fredy già in officina :(

Oggi giornata di vento molto strano. Sono andato, con Stefano e Roberto e famiglia, al monte Proventino per saggiare nuovamente questo pendio che la prima volta mi era piaciuto molto. Lancio il Fredy per saggiare subito le condizioni, e subito vedo che c'è sì una buona spinta del pendio, ma anche grosse "buche" e rotori che capovolgono il modello. Volo per una quarantina di minuti e faccio un atterraggio non certo pulito ma privo di conseguenze.
Le condizioni meteo peggiorano, ci spostiamo in un altro pendio a qualche chilometro di distanza. Si vola meglio, con meno turbolenza, e abbozzo anche un po' di DS. Proprio in finale dell'atterraggio, purtroppo, un ricciolo del rotore quasi mi mette a coltello il modello a soli tre metri di quota: il Fredy si appoggia malamente, fa una capriola sull'ala e il colpo di frusta spezza il trave di coda. Nessun danno, per fortuna, alle superfici aerodinamiche: sarà sufficiente riparare il tubo con le consuete tecniche che uso. Ma "pollice verso" alla Valenta per la costruzione: la fusoliera sembra essere costituita da solo due miseri strati di tessuto di vetro da 100 g/m².
Avrò da fare per i prossimi giorni :(

Fredy collaudato!

Ieri pomeriggio sul pendio del Faiallo ho collaudato in volo il Fredy. Il tempo dapprima ci ha fornito condizioni di vento molto buone, accompagnate però da nuvole un po' troppo basse, al limite della "maccaja", poi un vento più moderato ma sotto un cielo quasi completamente sereno.
Il primo lancio ha immediatamente rivelato che le indicazioni del costruttore sul centro di gravità non avevano alcun rapporto con la realtà: il modello aveva il naso pesantissimo, con continua tendenza a scampanare non appena prendeva velocità. E' stato difficile persino farlo atterrare, perché l'elevatore non aveva sufficiente autorità per tenere sollevato quel naso di piombo.
Dopo avere tolto 30 grammi dal muso riprovo, va meglio ma è ancora troppo picchiato. Ancora dieci, poi dieci ancora, e poi ancora, e poi ancora. Alla fine ho tolto 70 grammi degli 80 iniziali, il centro di gravità si trova due centimetri più indietro rispetto a quanto suggerito dalla Valenta Model, ma ora il modello vola come piace a me: con la coda alta, senza tendenza alla rimessa spontanea quando prende velocità, accelera bene e rallenta molto bene in atterraggio.
Fredy post-collaudoDevo ancora ridurre un poco l'esponenziale e aumentare un po' la corsa degli alettoni ma sono veramente soddisfatto di come vola: è veloce, pulito nelle traiettorie, meno sensibile alla turbolenza del Micro Spark. Il range di velocità utili, con il centraggio arretrato, è decisamente ampio. Non potevo resistere alla tentazione di provarlo in dynamic soaring: anche se quando ho potuto farlo le condizioni erano mediocri (vento sui 18 km/h) il Fredy se l'è cavata benissimo, non "scrolla" troppo quando buca i rotori e tiene bene la traiettoria. Non accelera tanto quanto il Micro Spark (ma forse anche le condizioni non erano ideali), ma sono sicuro che aggiungendo il ballast le cose cambieranno.
Un grazie a Roberto per l'assistenza e un saluto a Mario che è passato a trovarci con il suo Discus.

mercoledì, agosto 10, 2005

Fredy completato

Con altri due giorni di lavoro oggi ho completato il Fredy. Dall'ultimo post le attività hanno inizialmente riguardato l'allestimento della chiglia, con l'aggiunta del tubo di fibra di vetro porta ballast Chiglia con tubo ballast(che, detto per inciso, non si è affatto separato volentieri dal modello in legno pur trattato con il distaccante), quindi con la preparazione delle sedi per i servocomandi della coda, per la ricevente e per la batteria. La chiglia completa è stata quindi incollata nella fusoliera con resina e fiocco di cotone, cosa che ha permesso di tagliare a misura i rinvii dei comandi di coda in filo d'acciaio, dopo aver fresato la coda in modo da consentire il libero movimento degli uniball.
Il passo successivo è stata la preparazione delle prolunghe necessarie per portare i comandi degli alettoni dalla radio fino alle estremità alari. La Valenta Model prevede l'installazione tra fusoliera e ala di un connettore DB9 come quello usato dai PC, ma io ho preferito usare il connettore Multiplex a 6 poli che già avevo usato nel Blade per un compito Chiglia con impianto radiosimile (più gravoso, visto che il Blade ha anche i flap). Il posizionamento dei due connettori "affacciati" richiede molta precisione, perché le due parti devono trovarsi con facilità quando si posiziona l'ala sulla sua sede in fusoliera, mantenendo al contempo l'allineamento necessario per le viti di fissaggio. In poche parole bisogna misurare tutto molto bene, fresare e limare fino a quando i connettori non entrano "appena appena" nelle sedi, e poi ovviamente provare, limare ancora un po', riprovare. Alla fine si puntano i connettori con due gocce di cianoacrilato e si fa la prova finale; per ultimo ho proceduto al bloccaggio finale con resina epossidica da 5 minuti addensata con fiocco di cotone, incollando prima il pezzo in fusoliera e poi il pezzo in ala, trovando il posizionamento finale a resina ancora morbida dopo aver trattato tutto quanto con distaccante polivinilico.
Dopo aver "sistemato" prolunghe e connettori ho fissato nei pozzetti dell'ala i servi (ho dovuto usare due servi alari HS125... per gli HS81 sarebbe stato necessario limare via praticamente tutta la scatola), Fredy completatoavvolgendo ciascun servo in un pezzetto di termoretraibile e incollandolo poi direttamente nell'ala con quattro gocce di 5 minuti con microballoon.
L'ultimo passo della giornata è stato il centraggio. Sono stati necessari 80 grammi di piombo per raggiungere il limite più arretrato consigliato dal costruttore. Da quanto ho letto su Internet le indicazioni della Valenta sono molto conservative e la maggior parte dei modellisti preferisce un centraggio ancora più arretrato, ma per cominciare va bene così.
Resta da programmare la radio e la regolazione delle escursioni... domani cercherò su Internet indicazioni (il produttore non ne dà nessuna, incredibile!) e poi... prova di volo!

martedì, agosto 09, 2005

13:21:32:48

E' stato emozionante! In questo Blog offerto da Franz si parla tipicamente di alianti RC; spero non me ne vorrà se oggi impiego un poco di questo spazio per parlare di volo e tutto sommato anche di un "aliante". Ebbene, il Discovery è ritornato. Ho sempre seguito, come appassionato, dove potevo, le missioni di questi uomini e della loro macchina che piano, piano sono scivolate nella routine... purtroppo.
Con l'avvento di internet ed avendo ora una larghezza di banda generosa quest'ultima missione (STS-114) l'ho seguita si può dire quasi per intero sul PC... che dire fantastico, inoltre fa onore anche che il Comandante è un rappresentante del sesso Femminile!
Quindi, oltre gli "uomini", anche la macchina, lo Shuttle, che forse comincia a dare segni della sua anzianità di progetto, ma ogni volta che si alza in volo risulta sempre incredibile, ancor di più se pensiamo che tale "oggetto" si trasforma: al decollo è un razzo, nello spazio è una navicella (spaziale) o se preferite un satellite, ma quando rientra è un Aliante. Pensateci. Complimenti a tutti !