mercoledì, ottobre 10, 2007

Telemetria in tempo reale

Da alcune settimane ormai mi è giunto dall'estero un pacchetto che aspettavo da mesi con ansia. Si tratta del sistema "Seagull" della Eagle Tree Systems, in versione "glide", che ho acquistato come integrazione del data recorder che già dalla tarda primavera ha trovato posto stabile nel mio Stork.
Il sistema, oltre che dal data recorder, è composto da un trasmettitore radio e da una unità ricevente con display a cristalli liquidi che può essere programmata per visualizzare una qualsiasi combinazione dei dati raccolti dall'unità imbarcata. Ovviamente, uno di questi parametri è il "vario", vale a dire la variazione di una variabile che stima l'energia totale posseduta dal modello. La combinazione tra energia potenziale gravitazionale e energia cinetica è calcolata dal microprocessore a bordo dell'unità a terra (tenendo con un coefficiente di compensazione impostabile a piacere), perciò non è necessaria una presa di pressione di tipo TEK in aggiunta alle normali porte statiche e dinamiche.
Il collaudo del link radio è purtroppo stato travagliato, perché al secondo volo con il trasmettitore a bordo ho perduto il controllo del modello che si è schiantato (la "scatola nera" ha poi rivelato che si è trattato di perdita della alimentazione di bordo, dovuta probabilmente ad un difetto dell'interruttore). Nelle successive sessioni di prova ho però potuto provare quanto è utile avere a bordo il variometro per meglio centrare le termiche; ho anche notato che la taratura della compensazione di energia totale è delicata, e non credo di essere ancora riuscito a centrarla perché quando picchio il vario segna un aumento dell'energia totale. In queste condizioni di non-ottimizzazione trovo che l'utilità sia appunto maggiore come ausilio al migliore sfruttamento delle termiche che come aiuto a trovarle: il mio occhio riesce comunque a riconoscere (e tenere) degli "zeri" che il variometro non si degna di segnare.

martedì, settembre 11, 2007

Eurotour F3J Bovec 2007

Nel week-end appena trascorso si è disputata a Bovec, Slovenia la "F3J Alpine Cup" che da quest'anno sostituisce la gara di Bled.
Bovec è una località turistica montana nella valle del fiume Isonzo, situata a circa 400 metri di altitudine in una ampia conca tra montagne che arrivano a poco più di 2000 metri. Alla gara, che ha visto oltre 90 iscritti, ha partecipato una rappresentanza italiana piuttosto nutrita: in tutto quattordici piloti (i Gallizia al gran completo, Generali babbo e figlio, Salvigni babbo e figlio, Alex Galtarossa, Paolo Panfilo, Thomas Truffo e Max Verardi, oltre a me).
Al nostro arrivo a Bovec al venerdì pomeriggio le condizioni si presentavano molto difficili: nonostante il sole, non si riusciva assolutamente a stare su fino a quando il vento non è calato, verso sera. In gara però le condizioni sono mutate, e la competizione è rapidamente diventata una gara di atterraggi con una classifica estremamente compressa (4990 punti non sono bastati per entrare nei fly-off!). Marco Salvigni ha meritatamente disputato i fly-off, terminando in quinta posizione, mentre Thomas Truffo e Max Verardi, per i quali pregustavamo l'ingresso alla fase finale, sono rimasti fuori pur avendo disputato una splendida gara. Per quanto mi riguarda lo Stork ha inizialmente fatto i suoi soliti capricci, ma poi sono riuscito a ricondurlo alla ragione; ho terminato al 55esimo posto ma sopra il 94% del punteggio massimo.
Nel complesso una gara decisamente divertente, in uno scenario veramente bello.

sabato, agosto 25, 2007

F3J EC 2007: bollettino n. 7

Abbiamo appena finito di disputare i quattro fly-off junior e i quattro fly-off senior. Sono stati voli molto difficili, in cui abbiamo subito un'altalena di emozioni dall'inizio alla fine. Memorabile il terzo fly-off: Marco Salvigni ha fatto il pieno di quindici minuti rifilando almeno trecento punti a tutti gli altri, mentre Kolb, Feigl e Laemmlein erano costretti a scendere; poi un contatto in volo ha causato il refly dell'intera batteria riducendo l'enorme vantaggio. Infine, dopo l'ultimo fly-off e una interminabile decina di minuti di attesa, i risultati: Marco Salvigni conquista uno STORICO bronzo individuale senior, ancora una volta un risultato mai visto prima, mentre Gianni e Filippo si piazzano al quarto e quinto posto dell'individuale junior. Nuovo campione d'Europa è Sebastian Feigl, seguito da Tobias Laemmlein; "solo" al quarto posto Kolb.

venerdì, agosto 24, 2007

F3J EC 2007: bollettino n. 6

L'ultimo round senior ci ha visti soffrire più di quanto meritassimo: tre pieni ma tre atterraggi traditi probabilmente dall'emozione. Ha aperto le danze Max Verardi il cui modello è scivolato sul centro conquistando 974 punti, poi Marco Generali ha raccolto 987 punti e infine Marco Salvigni 994 punti. Più tranquilli i tre ragazzi Gallizia: 987 punti per Filippo, 997 per Giovanni e 991 per Carlo. In virtù dei risultati, in classifica generale senior abbiamo Marco Salvigni ottavo, Marco Generali 10 e Max Verardi, tredicesimo, fuori dai fly-off per 10.9 punti; Filippo è terzo in classifica junior, Gianni è settimo e Carlo diciannovesimo.
Domattina Marco Salvigni, Marco generali, Filippo Gallizia e Giovanni Gallizia combatteranno per il titolo europeo nelle loro categorie; già adesso però possiamo esultare perché la nazionale senior ha conquistato la medaglia di bronzo a squadre, e quella junior l'argento, bissando il risultato dell'anno scorso ai mondiali di Martin!

giovedì, agosto 23, 2007

F3J EC 2007: bollettino n. 5

Si sono conclusi il settimo e l'ottavo round per senior e junior, e c'è stato anche il tempo di disputare sei batterie del nono round senior. I nostri piloti hanno brillato infliggendo punteggi pesanti agli avversari: in classifica senior Marco Generali è ottavo, Marco Salvigni decimo e Max Verardi quattordicesimo; Filippo Gallizia è secondo nella classifica junior, Gianni è ottavo e Carletto ventitreesimo. Inoltre, i risultati conseguiti oggi ci hanno portato ad occupare il secondo posto nelle classifiche a squadre senior e junior!
Per quanto riguarda il nono round senior, i nostri hanno lanciato tutti stasera risparmiandosi così di dover volare nelle sfavorevoli condizioni del mattino. Tutti hanno fatto il pieno; c'è un probabile 1000 per Marco Salvigni, un punteggio solo di poco inferiore per Max Verardi che è stato giustamente conservativo con il tempo operativo e una probabile, limitata, perdita di una trentina di punti per Marco Generali per un atterraggio a 80 punti.

F3J EC 2007: bollettino n. 4

Settimo lancio problematico per i nostri senior. Ieri sera, subito prima dell'interruzione serale, hanno lanciato Marco Salvigni, che ha fatto un probabile 1000, e Max Verardi a cui è stato però contestato un overfly non dal cronometrista incaricato (per il quale l'atterraggio era valido) ma da un giudice di linea posto all'inizio della linea dei centri di atterraggio. A fronte della nostra contestazione la direzione di gara ci ha mostrato un video da cui risulta che il Perfect di Max ha toccato il suolo 32 centesimi di secondo dopo l'inizio del suono; anche considerando il ritardo di propagazione del suono nei 40 metri che separavano la piazzola di atterraggio dalla cassa più vicina, Max era sicuramente in overfly. Mi rimane un po' di amaro in bocca perché durante la riunione dei team manager, in cui Peter Feigl aveva richiesto l'uso della prova video per lanci e atterraggi, avevo appunto manifestato obiezione dicendo che in questo modo vi sarebbero state delle piazzole "sfavorevoli" in cui la probabilità di disaccordo tra cronometrista e giudice di linea sarebbe stata più alta, come appunto è successo. Tuttavia abbiamo deciso di comune accordo di non procedere ad un reclamo perché Max era incontestabilmente ancora in volo quando il suono lo ha raggiunto.
Per completare la terna dei piloti, stamattina al primo lancio della giornata ha volato Marco Generali, in gruppo con Philip Kolb, dal quale purtroppo ha dovuto incassare un centinaio di punti.

Fotoblog

mercoledì, agosto 22, 2007

F3J EC 2007: bollettino n. 3

La giornata di oggi si è aperta sotto la pioggia, sembrava autunno! Nel giro di un'ora però ha smesso di piovere per aprirsi del tutto in tarda mattinata, e ora mentre scrivo c'è un piacevole sole di tardo pomeriggio con circa 3 m/s di vento da sud.
Oggi abbiamo disputato il quinto e sesto round sia per i senior sia per gli junior, e si inizierà il settimo senior con due gruppi. Le condizioni erano difficili e hanno costretto Marco Salvigni a portare a casa 823 punti nel quinto round; Max Verardi ha invece fatto un 947 nel quinto per rifarsi con un 1000 nel sesto rifilando circa 130 punti al ceco Kohout che guida la classifica. Per i ragazzi, Filippo e Gianni hanno fatto 1000 mentre Carletto non ha trovato aria buona e ha dovuto accontentarsi di 680 punti.
In classifica senior, con uno scarto, abbiamo Marco Generali al settimo posto, Max Verardi al decimo e Marco Salvigni al diciassettesimo a soli 23 punti dai fly-off; nella classifica a squadre senior siamo terzi, a 260 punti dai quarti (gli Slovacchi) e a soli 23 punti dai secondi (i Tedeschi). In classifica junior con uno scarto Filippo è PRIMO, Gianni è undicesimo, Carlo ventottesimo, e a squadre siamo quarti.

martedì, agosto 21, 2007

F3J EC 2007: bollettino n. 2

Si sono conclusi il quarto round senior e il terzo round junior dei campionati europei. Dopo il terzo round avevamo Salvigni addirittura al secondo posto! Ora gli azzurri senior sono al sesto posto (Marco Generali), all'ottavo (Max Verardi) e al quattordicesimo (Marco Salvigni). Per gli junior abbiamo Giovanni Gallizia al 22esimo posto, Filippo Gallizia al 23esimo e Carlo Gallizia al 34esimo.

Foto del nubifragio di ieri...


...per gentile concessione di Volodymir Gavrylko, mentre si sta preparando quello di oggi :(

F3J EC 2007: bollettino n. 1

Si sono aperti ieri i campionati europei F3J. Gli azzurri senior hanno subito cominciato bene con tre pieni; tra gli junior Filippo ha fatto 1000, Giovanni circa 700 punti e Carlo purtroppo è stato squalificato dal primo round per avere sbagliato la frequenza del suo apparato radio.
Nel secondo round senior, al pomeriggio, Salvigni ha raccolto un 1000 e Generali un 991, ma mentre Verardi stava volando il contest director ha interrotto la competizione per l'arrivo del maltempo. In cinque minuti dall'atterraggio si è scatenato un nubifragio violentissimo con tanto di tromba d'aria. Siamo rimasti bagnati e al freddo per un buon quarto d'ora, tentando di proteggere i modelli e soprattutto di evitare che le tende volassero via. Alla fine non si sono lamentati danni se non vestiti inzuppati, ma comunque non è stato possibile riprendere la gara per il perdurare del maltempo.
Stamattina la gara è ripartita con il gruppo di Verardi, che ha regolato i conti con un altro 1000! Alla fine del secondo round senior Salvigni è quarto, Generali dodicesimo e Verardi quattordicesimo in classifica generale.
Anche il secondo gruppo junior è andato benissimo: Filippo e Giovanni hanno fatto due pieni con centro atterrando per ultimi (due 1000 presunti), e anche Carlo è andato molto bene.

domenica, agosto 19, 2007

Conclusione della Trnava Cup

Si è conclusa la Trnava Cup. Al termine dei fly-off sono entrati Byrsky, Hinsch, Kolb, Petrenko, Shurygin, Verardi, Kharlamov, Volikov, Peter Feigl, Sultanov, Giesa e Kleuskens. Alla fine ha vinto Philip Kolb, e Max Verardi ha chiuso la gara al nono posto. Per quanto riguarda gli altri nostri piloti, abbiamo Filippo Gallizia al quattordicesimo posto, me al 24esimo, Thomas Truffo al 43esimo, Giovanni Gallizia al 44esimo, Marco Salvigni 52esimo, Marco Generali 59esimo, Carlo Gallizia 76esimo, Giuseppe Gallizia 124esimo.
Per quanto mi riguarda, ho ottenuto un risultato ben al di là delle mie speranze, ma sono ben consapevole che questo è stato reso possibile dall'aiuto di Marco durante tutti i voli. Ciò che è molto bello è che non solo Marco mi ha aiutato, ma mi ha anche indicato i problemi nel setup del modello, per cui già non vedo l'ora di tornare per provare le correzioni al setup.

Fine della seconda giornata alla Trnava Cup

La seconda giornata di gare è cominciata con condizioni ancora più difficili della prima. Al mattino il vento era ancora più forte, e la temperatura si era considerevolmente abbassata, giusto in tempo per l'inizio del terzo round. Il mio terzo lancio è stato ben poco soddisfacente ma nel mio gruppo abbiamo dovuto rilanciare tutti. Sfortuna nera per Marco Salvigni che non è riuscito a rientrare nei 75 metri e ha concluso il terzo volo a zero.
Con il procedere della giornata le condizioni sono migliorate, e verso le 11,30 hanno fatto la loro comparsa le prime nubi convettive. I tempi di volo sono di conseguenza migliorati, e complice il vento più moderato abbiamo completato senza troppi scossoni il quarto e quinto round. Unico incidente di rilievo quello occorso a Filippo Gallizia, che ha avuto uno scontro in traino con un concorrente ed ha distrutto uno dei suoi Pike Perfect.
La classifica alla fine del quinto lancio vede Filippo al decimo posto, me al 26esimo, Verardi al 28esimo, Truffo al 36esimo, Giovanni Gallizia 73esimo, Marco Salvigni 81esimo, Marco Generali 90esimo, Carlo Gallizia 91esimo, Giuseppe Gallizia 121esimo. Inutile dire che sono felicissimo del mio piazzamento, sempre dovuto al costante helperaggio di Marco Salvigni.

sabato, agosto 18, 2007

Che soddisfazione!

Gli organizzatori hanno affisso i risultati dei primi due round disputati ieri. Grazie all'aiuto di Marco Salvigni ho conquistato il primo "1000" della mia vita, nel secondo round.
La classifica provvisoria vede Giovanni Gallizia al secondo posto, me al decimo, Filippo Gallizia al 17esimo, Thomas al 46esimo, Marco Salvigni 58esimo, Carlo Gallizia 71esimo, Massimo Verardi 82esimo, Marco Generali 105esimo, Giuseppe Gallizia 127esimo

venerdì, agosto 17, 2007

Primo giorno Trnava Cup

Oggi si è aperta la gara open internazionale "Trnava Cup" sul terreno dell'aeroclub di Trnava. Le condizioni sono state di tempo soleggiato ma decisamente ventoso, da 5 a 10 m/s, e il meteo ha fatto una bella selezione non solo in senso metaforico. Il vento era sufficiente da lanciare in quota i modelli senza trainatori, semplicemente sfruttando l'elasticità del filo, e il lancio caricava a tal punto l'ala che molti modelli non hanno retto e hanno subito flutter o cedimenti strutturali rovinosi. Ne ha fatto le spese anche Marco Generali, che al suo primo lancio ha portato al cedimento l'ala del suo Shadow. Voli difficili anche per tutti gli altri, fortunatamente senza danni.
Benché abbia anche io molto temuto per l'ala del mio Stork, sono riuscito a fare due lanci sicuramente conservativi ma che mi hanno permesso di iniziare due voli che, con l'aiuto inestimabile di Marco Salvigni, si sono tramutati in due marce trionfali attraverso volo d'onda e volo in termica fino a raggiungere un "quasi pieno" (9m26s) e un bel pieno (9m53s).
Abbiamo appena concluso il secondo round ma non ci sono ancora le classifiche complessive, quindi non sono ancora in grado di dire come ci stiamo piazzando.

mercoledì, agosto 15, 2007

Campionati Europei F3J 2007

Domani parto per Trnava, Slovacchia, dove mi incontrerò con gli altri componenti del team nazionale F3J per i campionati europei FAI F3J. Quest'anno i piloti senior sono Marco Salvigni, Max Verardi e Marco Generali, e i tre junior sono i fratelli Filippo, Giovanni e Carletto gallizia; ovviamente ci sarà anche Giuseppe Generali, ci sarà poi Thomas Truffo come team manager junior, e ci saranno anche Daniele Brocero, Sergio De Marco, Giuseppe Gallizia, Marco Nart, Stefano Russo e Fulvio Salvigni. Francesco Menozzi ha dovuto rinunciare per problemi di salute (auguri Francesco!), mentre a causa di impegni personali di Giorgio Dittadi ho preso il suo posto come team manager senior.
Il campionato europeo sarà preceduto da una gara open, a cui anche io parteciperò con il mio Stork che nelle ultime settimana ho cercato di mettere a punto. Quest'anno non avremo la connessione a internet sul campo, ma cercherò comunque di tenere aggiornato il blog sullo svolgimento delle gare e sui risultati.

martedì, luglio 24, 2007

Vacanze

Non posso certo dire di essere un esperto di volo modellistico alpino. gli amici che vengono a visitare i "miei" pendii dicono che si tratta di un parco di divertimenti per aeromodellisti, dove il sostentamento dinamico non viene mai meno, e che il volo in pendio "classico" è altra cosa. Una volta all'anno, però, mi regalo una vacanza in Trentino, e porto con me qualche modello adatto per provare il volo alpino; anche se non si tratta di una vacanza esclusivamente modellistica, in uno o due giorni cerco di programmare gite in mete "interessanti" anche in questo senso.
Quest'anno ho cominciato addirittura in itinere, facendo una deviazione da Trento verso Margone dove mi aspettava Antonio Andreis per mostrarmi questo rinomato pendio. Il sito di volo è un "balcone" su una parete verticale di oltre 700 metri, e quando sono arrivato su questo balcone non tirava un alito di vento. Ho subito pensato "non si vola", ma le evoluzioni dello Swift di Antonio mi contraddicevano: il modello raccordava un'acrobazia all'altra senza perdere energia. Ho così montato il Superblade e Antonio me l'ha lanciato nel burrone: immediatamente ha cominciato a salire, senza nessuna difficoltà, permettendomi subito di accelerare e fare acrobazie. Il vento, benché "al suolo" non si sentisse, c'era: tuttavia era quasi verticale nella sua direzione e perfettamente laminare, al punto che la traiettoria del Superblade era sempre liscia e senza scossoni. Non avevo mai visto condizioni così, e me le sono godute per circa 20 minuti fino a quando il sostentamento non è improvvisamente mancato, permettendomi un rientro senza rischi ma senza nemmeno un grosso margine di sicurezza. A Margone anche l'atterraggio è particolare: bisogna iniziare l'avvicinamento molto sotto la quota occhi, sfruttando il sostentamento per alzarsi man mano che ci si porta sotto costa, superare il ciglio e puntare decisamente verso monte per atterrare su una lunga striscia erbosa che parte dal ciglio e si stende fino alla strada asfaltata.
Nel corso della settimana di vacanza sono stato soprattutto "preso" da diverse belle escursioni e ho dedicato al volo solo una giornata. Nell'occasione sono salito con gli impianti da Moena a Le Cune, che è un sito che già avevo sperimentato in diverse altre occasioni. Questa volta, però, le condizioni meteo perfette mi hanno regalato un volo in uno scenario mozzafiato: con il vento da Sud ho infatti volato sopra la valle che scende verso le Pale di San Martino, sotto un cielo azzuro profondo e sopra prati e foreste verdissimi. Il vento era piuttosto debole, e ho dovuto fare di necessità virtù: per una dozzina di volte almeno ho lanciato il Superblade verso valle, e solo in cinque occasioni ho trovato il sostentamento necessario a rimanere in volo: nelle altre volte, il volo si è concluso dopo un giro di ricognizione sui prati pochi metri sotto il punto di lancio. Quando però sono riuscito a rimanere in aria abbastanza da trovare la termica, la soddisfazione è stata grande, ben maggiore di quella avuta a Margone: il vento quasi assente mi permetteva di girare la termica senza ritrovarmi subito contro il pendio, e in breve tempo il modello veniva a proiettarsi in alto contro il cielo, sopra le creste delle Pale di San Martino e della catena del Lagorai. Volo alpino, per l'appunto: il Superblade, con la sua buona efficienza combinata con grande maneggevolezza e velocità, mi ha ottimamente assistito regalandomi una giornata di grande soddisfazione.
Al ritorno dalla vacanza non ho resistito alla tentazione di sfuggire alle code dell'autobrennero uscendo a Trento e passando nuovamente da Margone: in compagnia di Antonio, Renato e Michele ho volato per circa un'ora in condizioni ancora più forti di quelle trovate sette giorni prima, che costringevano a picchiare accelerando moltissimo per non ritrovarsi velocemente nella stratosfera. Il Superblade aveva qualche gioco di troppo (un servo dei flap era malfermo, ho scoperto in seguito) e in un paio di occasioni ho avvertito i segnali dell'inizio del flutter; atterrare era perciò un grande problema, anche perché pur con il butterfly aperto e con un assetto picchiato di 45° non riuscivo a costringere il modello a perdere quota. C'è voluto un buon quarto d'ora di prove prima di raggiungere una quota che, benché ancora eccessiva, mi ha permesso un atterraggio sicuro sfruttando buona parte della lunghezza della "pista".

lunedì, luglio 02, 2007

Seconda prova C.I. F3J 2007

Nel fine settimana appena trascorso si è disputata sul quagliodromo di Sesto Cremonese la seconda prova del campionato italiano F3J 2007. Sabato, quando sono arrivato, la gara sembrava presentarsi con i migliori auspici: al primo lancio di prova ho subito agganciato una bella serie di termiche, e anche nei successivi test il modello, appena riparato, planava come un angelo.
Il mattino dopo ho subito capito che l'aria era cambiata. Al primo lancio di prova, subito dopo aver spostato i verricelli per dare più spazio alla zona di atterraggio, ho agganciato il paracadute alla coda: lo Stork si è messo in rovescio e non sono riuscito a riportarlo in assetto, ed è finito per cadere su una delle estremità alari fracassandola completamente. Per fortuna Marco Salvigni mi aveva appena consegnato i resti del suo vecchio Stork come pezzi di ricambio, e sono velocemente riuscito a sostituire la tip danneggiata, ma ormai la tranquillità e la freddezza se ne erano andate. Il primo lancio è stato deludente, e pur essendo stato abbastanza fortunato da venire sorteggiato per un refly non sono riuscito a migliorare la prestazione. Indubbiamente le condizioni sono state difficili per tutto il giorno, ma non sono assolutamente riuscito a "entrare in gara": ho fatto un solo pieno, e soprattutto non sono stato in grado di agganciare le termiche che per tutti erano ovvie. Dopo i sei lanci regolamentari (non c'è stato tempo per i fly-off) è risultato vincitore Marco Salvigni, secondo Francesco Menozzi e terzo Marco Generali; io ho chiuso la gara in sedicesima posizione.
Da segnalare la presenza di tre nuovi adepti della categoria, che hanno fatto un bel po' di chilometri per venire a gareggiare, e purtroppo la perdita di due modelli finiti nei campi vicini e non più ritrovati.

domenica, giugno 24, 2007

Ritorno al pendio 2

Sabato 23 giugno ore 12.34:
due chiacchiere su Google Talk...

"Francesco: ciao Stefano!
me: Ciao!!
Francesco: senti, hai mica voglia di venire in pendio?
me: quando?
Francesco: oggi!
me: wow... :-P le condizioni sono buone?
Francesco: vento forte... ci sono 19 nodi...partirei subito dopo pranzo, diciamo tra le 13.30 e le 14
me: bello: ci sono!"

Così, in poco più di 5 minuti, Franz ed io ci siamo accordati per partire alla volta di un divertente pomeriggio di volo in pendio.
Il vento si è fatto notare già a metà viaggio: Franz, tranquillo, era pronto a sfoderare alcuni etti di ballast, io un poco intimorito mi chiedevo perchè non fossi stato più generoso nel prendere qualche grammo in più dal cassettino del piombo.
Arrivati sul pendio non abbiamo esitato a montare i modelli ed in pochissimo eravamo già in volo. Alcuni minuti per saggiare l'aria e poi giù a terra pronti a dare e ricevere pareri sul come preparare al meglio i voli successivi. Io volavo con un timido EasyGlider electric, comprato da due settimane ed ancora in fase di osservazione. I miei primi giudizi sul modello erano sicuramente positivi, ma il meglio stava ancora per arrivare...
Anche se con tutti i suoi limiti dovuti alla semplice tipologia di costruzione, l'EasyGlider si è rivelato davvero sorprendente. Non penetrante come i modelli di Franz (anzi... diciamo molto meno penetrante...), ma allo stesso modo divertente e preciso nei comandi. Mi ha subito dato sicurezza e subito si è dimostrato ottimo in ogni assetto, tanto che nei primi minuti di volo mi sono sentito di provare alcuni passaggi rasenti sul pendio in volo rovescio ed amenità simili...
Dopo poco Franz mi ha lasciato a bocca aperta esibendosi nel Dynamic Soaring prima con il piccolo Fredy, poi con il Blade. Ho ripreso con la fotocamera del mio cellulare alcune sequenze di questa particolare quanto affascinante manovra, sicuro di poterla studiare con tranquillità a casa per poi poterla tentare pure io.
Prima che potessi riprendere in mano la radio, Franz mi ha lanciato la proposta di provare fin da subito il DS con l'EasyGlider. Un po' impaurito per il mio "delicato" modellino mi sono apprestato a seguire ogni minima indicazione sul come bucare lo strato limite e poter poi sfruttare l'energia risultante dall'alta pressione presente sotto il rotore sul versante nord del pendio. Dopo pochi tentativi (ed il costante monitoraggio di Franz) sono riuscito ad esibirmi in un DS di tre giri, sufficienti a farmi salire l'adrenalina a livelli esorbitanti.
E' incredibile come questa manovra solleciti il modello ed è incredibile come l'EasyGlider, pur flettendosi all'inverosimile, abbia tirato fuori uno spirito aggressivo e prorompente, scacciando ogni nostro dubbio sul suo normale essere un "semplice modello adatto ad un principiante".
DS su DS sono capitate anche le volte che ho dovuto scarpinare verso valle a recuperare il mio aliante in mezzo agli arbusti del boschetto vicino al forte, ma questo faceva parte del gioco ed è stato bello così!
La giornata è terminata con un volo di Franz con il Blade ed un ultimo DS pulito e davvero velocissimo (complimenti!!). Come ormai è mio solito, invece di tornare con i modelli sottobraccio, ho preferito avvicinarmi alla macchina con il modello in volo percorrendo 300metri circa di sentiero con il naso all'insù! :-D
Per concludere non posso che ringraziare Franz per l'esperienza che mi ha permesso di vivere e che spero si ripeterà presto...

Ritorno al pendio

Di nuovo in pendio! Le brutte condizioni meteo e gli impegni di gara mi hanno tenuto lontano dal volo in pendio per quasi due mesi, e il ritorno e stato graditissimo. Sabato sul Faiallo mi hanno fatto compagnia Stewe e Doctorwind: a dispetto dei 30 gradi della pianura in pendio faceva freddo e tirava un vento da sud-sudovest di quasi 50 km/h. Io ho volato con il Fredy e il Blade, entrambi caricati al massimo possibile, e Stewe ha volato con un Easy Glider zavorrato con tutto il piombo che siamo riusciti a trovare. Stewe voleva vedere, per la prima volta, il dynamic soaring, e dopo un avvio incerto per i forti rotori di sottovento spero di essere riuscito a fargli vedere qualcosa di buono. Ha anche provato lui stesso con l'Easy Glider, ma di questo lascio che parli lui.

lunedì, giugno 18, 2007

Eurotour F3J Arbois 2007

In questo week-end si è tenuta la terza edizione della gara di Eurotour F3J francese di Arbois. Ho partecipato a questa gara in buona compagnia di una squadra italiana di altri 7 piloti (Alberto, Giuseppe, Filippo e Giovanni Gallizia, Alex Galtarossa, Vittorio Givone, Marco Salvigni) e supporter (i soliti Fulvio e Rosanna Salvigni e il nuovo arrivo Paolo, che si sta avvicinando alla "nostra" categoria).
Arbois è stata, l'anno scorso, la mia prima gara F3J internazionale, e quest'anno ero ansioso di ritornarvi. Purtroppo le previsioni del tempo non erano per nulla buone, e temevo proprio che la gara sarebbe stata... bagnata. Invece, a dispetto della pioggia incontrata lungo tutto il viaggio, sabato e domenica sono state due giornate di sole, benché accompagnato dal vento e dalle "solite" condizioni difficili di Arbois.
Per quanto mi riguarda, la gara è stata caratterizzata da mie prestazioni al di sotto delle mie aspettative. Dopo due lanci deludentissimi ho deciso di usare il ballast per rendere più penetrante lo Stork, ma quando ormai stavo concludendo il tempo operativo ho avuto una collisione in volo nel bel mezzo della virata in base a venticinque secondi dal termine, danneggiando lo Stork in modo serio. Ho proseguito la gara con il Superblade, che si è dimostrato un buon volatore nelle condizioni del Jura ma che è anche stato molto riottoso sotto traino, costringendomi sempre a sganci prematuri.
Tuttavia, l'amarezza per il mio scarso risultato e per qualche intoppo organizzativo è stata ampiamente compensata perché Filippo Gallizia mi ha regalato l'emozione di vederlo vincere la gara, dopo sei round esemplari e tre fly-off da vera macchina da guerra. Quando Stephane Champanhet ha annunciato che il vincitore era lui, tra tutti non avevamo abbastanza mani per applaudirlo quanto avrebbe meritato. E la sua soddisfazione deve essere stata resa ancora più grande dalla consapevolezza di avere vinto una gara che era quasi un Europeo, con 134 piloti classificati e con i Tedeschi al gran completo (la gara per loro valeva come trial per la formazione della squadra del prossimo Mondiale).

mercoledì, giugno 06, 2007

Avvertimento!

L'amico Max (Pike) mi segnala che il metodo delle "astine avvitate" è da ascriversi a sua invenzione, ma contemporeaneamente mi scrive una cosa che merita di essere messa in evidenza. Dice infatti che l'uso di squadrette in nylon è sconsigliabilissimo, perché in breve il foro filettato si ovalizza fino a lasciar sfuggire l'astina dal vincolo provocando la perdita del comando. Farò tesoro dell'avvertimento...

domenica, giugno 03, 2007

Tanti esperimenti. Tutti insieme!

Oggi finalmente è stata una bella giornata, dopo una settimana di brutto tempo e pioggia. Ovviamente, con questo tipo di condizioni, avevo una consistente astinenza da stick e anche un discreto arretrato di cose da provare. Dalla gara di campionato italiano F3J sono infatti tornato con lo Stork da riparare e con un interessante suggerimento di Alex Galtarossa su come ridurre il gioco dei comandi delle parti mobili dell'ala. I giorni di inattività trascorsi mi hanno dato il tempo di completare a regola d'arte la riparazione dell'ala, poi mi hanno permesso di sperimentare il "metodo Galtarossa" e infine, giusto ieri, mi hanno portato a ragionare su come installare il Flight Data Recorder all'interno dello Stork.
La riparazione dell'ala è stata un po' lunga ma nel complesso non difficile. Applicando la tecnica di cui già avevo parlato ho riparato lo stratificato, poi l'amico Giorgio mi ha ricordato che da lui si dice che "stuco e pitura fan bea figura", e allora ho deciso di essere particolarmente pignolo con la stuccatura per riprodurre il più fedelmente possibile il profilo, e infine con la verniciatura. Qui sono stato favorito dalla fortuna che mi ha fatto trovare una bomboletta di spray acrilico color "rosso traffico" che combacia esattamente con la tinta dello Stork; il risultato finale mi ha soddisfatto ampiamente.
L'applicazione del metodo Galtarossa mi ha invece richiesto qualche esperimento e soprattutto il reperimento di utensili adatti allo scopo. In pratica, Alex ha scoperto che riesce a ridurre di molto il gioco del leveraggio di flap e alettoni usando astine di comando piegate a 90° e filettate in modo da avvitarsi nel foro, filettato anch'esso, di una squadretta speciale in ergal che lui impiega a questo scopo; in questo modo l'accoppiamento tra squadretta e astina non è un semplice scorrimento ma è un avvita-svita, quindi la superficie di ritenuta è più ampia e il gioco di azionamento minore. Io ho adattato la tecnica al mio caso usando come astine dei raggi da bicicletta da 2 mm, filettati con una filiera M2 di acciaio HSS, e usando la normale squadretta in nylon dei servi ma filettando il foro con un maschio M2: l'accoppimento acciaio-nylon ha un gioco ancora minore di quello acciaio-ergal usato da Alex (e in effetti il flap su cui ho applicato la tecnica ne ha ora pochissimo), ma dovrebbe essere più soggetto a usura per cui dovrò farci attenzione nelle prossime settimane.
L'ultima "innovazione" che ho sperimentato oggi mi stava particolarmente a cuore: si tratta dell'installazione tutta interna del FDR sullo Stork. Dopo che la Eagle Tree ha corretto il bug che avevo segnalato loro ho infatti ricominciato a pensare al problema di studiare una installazione che fosse il più possibile leggera, semplice e non perturbativa del volo del modello. Le idee che mi frullavano in testa erano sostanzialmente due: installazione in un pod sopra l'ala come avevo visto fare dai modellisti di F3B Italia o installazione interna. Se il pod consente la maggior comodità nella collocazione dei componenti, richiede una progettazione attenta per non perturbare il volo, una costruzione laboriosa e un aumento di peso dovuto alla necessità di una batteria dedicata; l'installazione interna è aerodinamicamente pulitissima ma richiede di trovare una collocazione interna che sia sufficientemente spaziosa, accessibile e in cui si possa far arrivare il tubo che arriva dalla presa di pressione dinamica. Ieri stavo quasi per mettere mano al Dremel per scavare una "finestra" sulla sella alare per infilare il FDR in fusoliera dietro i servi, ma ho deciso di fare un'ultima prova: dopo aver smontato tutta l'elettronica in fusoliera e avere privato il FDR della sua scatola ho provato un po' di volte fino a trovare la collocazione che consentisse di sistemare tutto senza interferenze. Bingo! Per la presa dinamica ho usato una guaina per bowden, piegata a caldo e collocata all'esterno in modo da puntare nel flusso oltre lo strato limite: un tubo flessibile al silicone porta la pressione al sensore dinamico del FDR facendo lo slalom tra cavi, servi e ricevente ma senza mai essere "pinzato", come le prove al banco di ieri hanno mi dimostrato.
Oggi c'è stato ovviamente il collaudo di tutto ciò. L'ala riparata non mostra nessuna differenza nel comportamento rispetto a quanto già mi era familiare; il rinvio del flap si dimostra per ora solido e non ha preso gioco, e il FDR ha regolarmente registrato le sessioni di volo senza disturbare minimamente il volo. L'aria era turbolenta e piena di termiche, per cui non posso usare i dati rilevati per convalidare le polari calcolate numericamente, ma ho già visto che la velocità media durante la fase di termica è proprio 8 m/s come mi aspettavo... se anche le velocità di discesa confermeranno la polare calcolata, beh... significherà che l'occhio del pilota è ancora lo strumento migliore per ottimzzare il modello!