lunedì, marzo 27, 2006

Finisce l'Uomo nasce un mito

Uno dei tanti pregi di questo spazio, ovvero il blog de Il Gabbiano R/C, è che in qualche modo non si parla "solo" di modellismo ma "anche" di ciò che concerne l'Aviazione. Angelo D'ArrigoE permettetemi, è un pregio non da poco perchè permette di avere una visione ampia su un argomento sicuramente affascinante. Certo il modellismo aereo è bello non parliamo poi del Volo Silenzioso che noi pratichiamo e che ha tutta una sua anima... quando però ci è capitata (e ci capiterà ancora) l'occasione di "toccare con mano" l'Aviazione, le sensazioni provate non sono state dimenticate.
Quando parliamo di Aviazione discutiamo di tecnologia, mezzi, ma sopratutto di Uomini. Ed è di Uomo in particolare che voglio parlare brevemente: Angelo D'Arrigo.
Lui, per molti di noi era un riferimento, un esempio sia come "Volatore" (pilota mi sembra riduttivo) sia come Uomo.
Una persona sensibile, intelligente, a me piace definirlo un "tenace sognatore".
Un Uomo che ha insegnato a volare agli uccelli ricordando il volo con le due sue Aquile allevate amorevolmente.
Poco meno di un anno fa su questo blog scrissi questo articolo. Grazie alla splendida foto di Stefano rimane costantemente viva in me l'emozione di quel momento. Alla fine della giornata nella pur infinitesimale esperienza non potevo non pensare ad Angelo ed alle sue imprese e a che cosa voleva dire volare insieme a due rapaci giocando con una termica. Alle volte era il rapace ad osservare l'Uomo altre era l'Uomo ad imparare dal rapace. Un silenzioso dialogo che ha arrichito Rapace ed Uomo. Purtroppo il destino gioca le sue carte in modo beffardo e cosi è stato anche questa volta.
Ciao Angelo!

"Spingendo quotidianamente i nostri limiti
riusciamo, a piccoli passi,
a superare le paure che ci vietano
il possesso della nostra esistenza"

Angelo D'Arrigo

Per chi vuol approfondire:
http://www.angelodarrigo.com/
Un film fondamentale: "Il popolo migratore".

sabato, marzo 25, 2006

Lavori di inizio stagione...

Il bel tempo tarda ad arrivare e mentre fuori piove lavoro per poter cominciare bene il nuovo "anno modellistico".
Qual è la novità e la meta a cui aspiro?
Riuscire ad apprendere la tecnica della costruzione in materiali compositi!
Ho già svolto alcuni esperimenti di resinatura sia di fusoliere (con stampi ancora piuttosto grossolani) sia di ali.
Nei prossimi giorni svolgerò in compagnia di Francesco altre prove.
Mi impegnerò a fare qualche foto in modo da poterle poi pubblicare!
A presto e... buon inizio stagione a tutti!

"La lavorazione avverrà con procedure piuttosto elaborate e studiate nel minimo dettaglio.
Solo in questo modo riusciremo a spaventare ogni grammuccio e farlo scappare via!" :-D

martedì, marzo 14, 2006

Eccoci !

E' il mio secondo inizio di stagione o meglio il mio primo da "titolare" anche se è passato poco tempo dal mio esordio come aeromodellista. Se escludiamo qualche piccolo crash nel 2005, devo ritenermi più che soddisfatto della "carriera" fatta! (grazie Roberto, grazie Francesco)
Il mio primo modello, il Trendy della FVK, è ancora lì pronto ad affrontare di nuovo il nulla e dopo un leggero restyling è più bello che mai! A lavori terminati vi descriverò le piccole modifiche apportate che spero possano dare migliori risultati di volo in condizioni scarse.
Anche l'ASW24 (sempre FVK) è ancora tutto intero e a parte un piccolo problema dato da una boccola in fibra sul piano di quota, mi ha consentito di aprire la stagione 2006 per scaricare un pò la tensione accumulata in questi mesi di stop forzato!
E' sicuramente un modello molto valido ma ha bisogno ancora di una messa a punto ottimale visto che ha all'attivo poche ore di volo; unico neo forse la poca autorità del timone nonostante la massima escursione adottata già in partenza... ci sarà da lavorare parecchio! Se qualcuno ha dei consigli in merito, sono ben accetti.
Novità per il 2006? forse una c'è! ...a FAMIGGHIA si allarga...
Buoni voli a tutti !

domenica, marzo 12, 2006

Finale AVOT a Cremona

Sono da poche ore tornato a casa da Cremona, e ancora mi sembra di camminare a mezzo metro da terra. Il mio risultato alla finale AVOT di oggi, infatti, è andato ben oltre le mie migliori speranze, rendendo la giornata appena trascorsa un ricordo che per me diventerà assai caro.
La giornata non era cominciata sotto buoni auspici: durante il primo lancio di prova ho infatti sbagliato completamente Finale AVOT a Cremonalo sgancio, il modello è rimasto impigliato ed è stato trascinato verso il suolo prima che Carlo Rosso sbloccasse con grande sangue freddo la frizione del verricello ed io riuscissi con un po' di fortuna a liberarmi dell'incomodo. Ho insomma rischiato di rompere il modello prima ancora di partire; poi ho proseguito con un gancio più "largo" che Rover mi ha offerto, davvero molto gentilmente.
I lanci valevoli per la gara sono cominciati dopo le 11, e dopo avere spostato i verricelli a causa di un ribaltamento completo della direzione del vento. Vento che non era certo trascurabile: da 6 a 8 m/s, con raffiche fino a lambire i 10 m/s; se si pensa che il cielo era coperto, si può capire che non faceva certo caldo. Comunque, le evoluzioni di un aliante full-size (poteva essere un Blanik, dalla freccia delle ali) a poca distanza facevano capire che l'aria aveva un buon potenziale di sollevamento. Al primo lancio, seguendo le indicazioni di Carlo che mi faceva da helper e soprattutto da tattico, sono riuscito a incassare 6 minuti e 52 secondi oltre a un buon punteggio di atterraggio; sono stato io il primo a stupirmi, evidentemente con quel vento anche il Superblade può risultare competitivo. Infatti sono riuscito a rimanere sempre su tempi buoni o molto buoni, a parte un solo lancio decisamente cattivo sugli otto totali in cui ho commesso una grossa ingenuità in sgancio uscendo irrimediabilmente basso. Meno costante sono stato sui punteggi di atterraggio, ma con un 95 e due 90 (mi pare) non credo di potermi lamentare.
La giornata è stata per me molto emozionante, e soprattutto ho potuto gustare ed apprezzare l'ospitalità, la gentilezza e la simpatia degli amici e di tutti i praticanti la categoria che ancora non conoscevo. Un grande "grazie" a Carlo, a Gene, a Rover, Antonio, Fulvio, Alex e tutti, tutti gli altri!
La classifica finale mi premia con un ottavo posto, dietro a nomi assolutamente di rilievo, in cui io stesso fatico a riconoscermi. La fortuna del principiante esiste!

sabato, marzo 11, 2006

Apertura stagione 2006

Grazie a un week-end dal clima particolarmente mite e con una decisa ventilazione settentrionale, oggi ho avuto il grande piacere di inaugurare la stagione 2006 di volo a vela in pendio in compagnia di Roberto e Stefano, gli altri due "redattori" de Il Gabbiano R/C.
Già da due giorni il bel tempo lasciava ben sperare... "Restiamo con i piedi per terra ma carichiamo le batterie", mi diceva più o meno Roberto. Ma l'eccitazione cresceva con l'attesa, e quando stamattina la webcam, il METAR e il meteorologo Roberto hanno tutti e tre dato il "go!", non stavo più nella pelle: ho infilato nella sacca il Blade e il Fredy e sono partito.
Sul pendio mi stavano già aspettando, intenti a montare i modelli, Stefano e Roberto. "51 all'ora" mi annuncia Roberto, ed effettivamente il vento è forte, ma anche molto a raffiche e sembra piuttosto turbolento. Stefano, Roberto e Francesco aprono la stagione 2006Comunque monto i modelli e decido di uscire con il Blade che mi dà più sicurezza negli atterraggi di tramontana; dopo una verifica della portata radio per provare la nuova ricevente (Schulze Alpha 8.40, nuova versione) Roberto lancia e la stagione ha inizio!
L'aria è molto turbolenta, e i pollici non sono più abituati all'aria del Faiallo dopo le ore di volo nella tranquillità della pianura, ma dopo qualche curva Roberto individua le parti migliori del circuito e mi dà preziosi consigli per fare quota. Quindi inanello qualche base ad alta velocità e qualche acrobazia, ma il vento è molto forte e fa scarrocciare il modello distorcendo le traiettorie. Non tento il dynamic soaring perché non me lo sento nei pollici, e dopo circa mezz'ora atterro il modello un po' malamente, facendo saltare le viti di nylon che fissano l'ala.
Mentre il livello di adrenalina scende, viene il turno di Roberto, che vola con un semplice due-assi che però vola benissimo e riesce a fare acrobazie molto fluide e spettacolari. L'ala a diedro multiplo è molto robusta e si vede chiaramente che Roberto si diverte un mondo; purtroppo in atterraggio viene tradito da un buffetto di vento e la mancanza di alettoni non gli permette di evitare l'atterraggio a pancia all'aria: uno dei pianetti a V si rompe e Roberto è costretto al riposo.
Tocca quindi a Stefano che lancia l'ASW24. Il modello ha un volo un po' strano, un momento sembra cabrato e un momento dopo sembra picchiato; Stefano ci combatte un po' e poi lo riporta al suolo con qualche emozione.
Il vento, nel frattempo, si è indebolito. Dopo qualche incertezza chiedo a Roberto di lanciarmi di nuovo il Blade, e vedo subito che l'aria è completamente diversa. Niente più turbolenza, meno dinamica ma basta uscire verso la valle per trovare potenti termiche che permettono di fare quota a piacere. Le traiettorie del modello sono molto lisce e prevedibili, al punto che riesco anche a distinguere diversi disturbi radio. Ci risiamo, mi dico ricordando quanto era accaduto lo scorso autunno. Mi sembra però di avere capito che i disturbi si presentano quando il modello viene a trovarsi in un assetto per cui l'antenna viene a trovarsi allineata con la linea di mira; questo mi suggerisce che per la prossima volta proverò ad allungare l'antenna e a lasciarla pendere per 50 cm dalla coda, come suggerito sia dalla Schulze sia da Samba Model, produttore dei famosi alianti Pike.
Intanto anche Stefano ha capito la causa del comportamento strano dell'ASW: la boccola che unisce lo stabilizzatore alla fusoliera si è allentata nella sua sede, e rende instabile l'assetto dello stabilizzatore stesso. Dopo averla serrata Stefano rilancia, e viene premiato da un volo molto pulito... problema risolto!
La giornata termina con il calare del sole. La stagione è riaperta, benché "tecnicamente" sia ancora inverno. C'è purtroppo stata una rottura, ma anche una riparazione al volo e, per me, qualche nuovo indizio per risolvere i miei problemi di ricezione radio. Alla prossima, quindi!

giovedì, marzo 09, 2006

Il Gabbiano si allena

Allenamento a Crivelle
Domenica, salvo imprevisti, prenderò parte alla gara AVOT in programma al quagliodromo di Sesto Cremonese. Da diverso tempo mi alleno e metto a punto il Superblade, ma non nutro troppe speranze di evitare una figura barbina (dopotutto sarà la finale del campionato AVOT, ci saranno tutti i migliori!). Comunque sarà per me un'esperienza istruttiva e spero anche divertente.

sabato, marzo 04, 2006

L'inverno del Gabbiano

Vedo che il blog è fermo da quasi due mesi. Eppure Il Gabbiano R/C non è andato in letargo, né è stato colpito dall'influenza aviaria. Naturalmente, il tempo degli ultimi due mesi ci ha impedito di andare in pendio (con qualche lodevole eccezione, vero Stefano?) ma non per questo i nostri alianti sono rimasti tranquilli a svernare. Per quanto mi riguarda, sono riuscito ad alternare i tipici lavori di manutenzione invernali con qualche soddisfacente occasione di volo in pianura. Tanto per cominciare, dopo la costruzione dell'incidenziometro di cui parlavo nell'ultimo post ho provveduto a regolare i diedri longitudinali del Fredy (che era troppo piccolo) e del Superblade (troppo grande) nella speranza di Riparazione alla tip del Fredyottenere migliori prestazioni; le prove effettuate con quest'ultimo al traino mi hanno molto confortato, ma ne parlerò in seguito. Secondariamente, ho messo mano al Dremel per riparare l'estremità alare del Fredy che era rimasta danneggiata durante l'ultima uscita, usando la consueta tecnica svizzera. La rifinitura di questo lavoro mi ha poi offerto l'occasione di rifinire anche la riparazione di un analogo problema capitato al Blade: ho così provato a usare uno stucco da carrozzeria che, benché un po' pesante, è molto fluido e spatolabile in strati molto fini per riempire ottimamente i forellini del tessuto di vetrro; ho sperimentato anche un primer acrilico spray per la finitura di superficie con cui si riesce a ottenere un lavoro davvero buono.
Il volo di pianura. Dopo la correzione del diedro longitudinale del Superblade, portato ora a meno di 1,5 gradi, il modello ha molto migliorato le sue caratteristiche. Ho potuto arretrare ulteriormente il CG Superblade a Crivelleottenendo la caratteristica di volo che cercavo, vale a dire la capacità di continuare nell'assetto in cui lo metto senza apprezzabili effetti di auto-stabilizzazione. Il ragionamento che ci sta dietro è presto detto: se il modello "di suo" vola senza autostabilizzarsi, significa che ogni disturbo dovuto all'aria diventerà rapidamente evidente sulla linea di volo; spero così di avere un aiuto nell'individuare le zone di aria buona e di aria cattiva.
Su questo, però, le mie capacità sono ancora molto scarse. Domenica ho fatto qualche volo al verricello, e con grande soddisfazione sono riuscito nelle ore più calde della giornata ad agganciare alcune potenti termiche, che mi hanno tenuto in aria ben oltre il tempo del "pieno". Erano talmente belle e generose che non ho nemmeno voluto scendere per conquistare l'atterraggio allo scadere del tempo, ma ho preferito continuare a godermele fino a raddoppiare il tempo di volo previsto. Dopo un po', però, le condizioni sono cambiate, al punto che i tempi di volo sono precipitati nella zona maledetta tra i tre e i quattro minuti. Carlo, con cui mi stavo allenando, mi ha allora suggerito una strategia per le condizioni deboli: lasciare che il modello vada per conto suo, portandolo lontano in un cerchio molto ampio, senza disturbarlo inutilmente per cercare termiche illusorie. Detto e fatto: il Superblade "radiodisturbato" ha continuato a volare quasi da solo, con solo qualche correzione sugli alettoni per tenerlo nella traiettoria circolare, per sei minuti e mezzo pur senza agganciare nulla! Insomma, il modello vola molto meglio di quanto io non piloti!

venerdì, gennaio 27, 2006

Eccezionale nevicata su Genova

Dall'edizione online de "La Repubblica":
Su alcuni valichi dell'entroterra di Genova, come al Faiallo, la neve, che in provincia ha già raggiunto i 60 centimetri di media, ha formato, spinta dal vento, cumuli alti anche 4 metri.

domenica, gennaio 15, 2006

Incidenziometro per code a V

Durante la gita al Faiallo di inizio dicembre avevo avuto modo di chiacchierare a lungo con Antonio Andreis circa la diversità di prestazioni che ottenevo dai miei alianti. La mia ipotesi, confermata da Antonio, Cavalierini grezziera che non tutti i modelli avessero il giusto diedro longitudinale; tuttavia non sapevo come regolarlo meglio non avendo uno strumento per misurare il diedro dei modelli con coda a V. Antonio mi ha allora descritto come funziona un incidenziometro della Graupner in grado di funzionare su code a V. La sua descrizione è stata talmente precisa che nel giro di qualche giorno avevo completato un progetto di massima e individuato il materiale necessario alla realizzazione; le ferie di Natale, poi, mi hanno fornito il tempo per reperire il materiale e per affrontare la costruzione vera e propria.
In un normale incidenziometro ci sono di solito due cavalierini di misura che si applicano ai bordi di entrata e uscita dell'ala. I due cavalierini scorrono su una Tubo in fibra di vetro e anima in carboniobarra rigida, la cui inclinazione rispetto all'orizzontale può essere controllata con una livella a bolla d'aria o un filo a piombo. Per una misura precisa, i cavalierini devono essere posizionati ai bordi di entrata e uscita della stessa corda alare. Finché si ha a che fare con ali con poco diedro trasversale o piani di coda orizzontali, un errore di posizionamento anche abbastanza grande non ha ripercussioni sull'angolo di incidenza misurato. Nel caso di una coda a V, però, il diedro trasversale non è affatto trascurabile: da 90 a 120 gradi, di solito. In queste condizioni, se i due cavalierini non sono allineati con la stessa corda del pianetto si falsa la misura di parecchio: occorre perciò un sistema per garantire che la misura avvenga su una sola corda alare.
Il sistema suggeritomi da Antonio prevede di costruire due gruppi di cavalierini e barre, in pratica due incidenziometri, collegandoli insieme per mezzo di cerniere in modo Coppia di cavalierini prontache, aprendole, possano stringersi contemporaneamente su entrambi i pianetti di una coda a V. Se si fa in modo che i due semi-incidenziometro siano ben uguali l'uno all'altro, che le barre di scorrimento dell'uno siano parallele a quelle dell'altro e alla linea di cardine delle cerniere, ci sarà un unico modo per posizionare l'incidenziometro in modo che tutti e quattro i cavalierini "tocchino", e per costruzione questo modo sarà tale per cui ogni semi-incidenziometro misurerà una sola corda alare. Lo stesso strumento potrà essere usato anche su un'ala o un piano orizzontale semplicemente "chiudendo" i due semi-incidenziometro l'uno sull'altro.
Sin dall'inizio mi è risultato evidente che il buon funzionamento dello strumento avrebbe richiesto una elevata precisione nella realizzazione. Occorreva in Coppia di cavalierini prontaparticolare che lo scorrimento dei cavalierini sulle barre di collegamento fosse senza giochi: perciò ho scelto come barre quattro tubi in fibra di carbonio da 4mm, due per ogni semi-incidenziometro in modo da formare un binario, e ho laminato sopra questi un tubo in fibra di vetro, usando della cera da candele come distaccante (metodo suggerito sul sito di Pierre Rondel). Il tubo è stato diviso in otto spezzoni che sono poi stati infilati dentro dei fori passanti da 5 mm praticati nei cavalierini, in balsa da 12 mm, in modo che fossero tutti ben paralleli tra loro; poi queste guaine in fibra sono state incollate all'interno dei fori dopo aver controllato il perfetto parallelismo delle barre di scorrimento.
Un altro aspetto critico in cui occorre molta precisione è il posizionamento delle cerniere. Il perno del cardine deve essere assolutamente parallelo alle barre, la distanza del perno dalla barra del semi-incidenziometro di destra deve essere uguale a quella dalla barra del semi-incidenziometro di sinistra, e deve essere uguale alle omologhe distanze sull'altra coppia di cavalierini. In questo modo i due cardini si troveranno sul medesimo asse, e questo garantirà che ogni semi-incidenziometro sia posizionato su una sola corda alare.
Per completare il mio incidenziometro ho costruito una tavola in balsa da 12 mm su cui ho applicato un filo a piombo e una scala graduata con una precisione di mezzo grado, realizzata al CAD. Anche in questa tavola ho praticato un foro passante in cui ho inserito le guaine in vetro, che poi ho applicato a una delle barre di carbonio dell'incidenziometro. Il filo a piombo e la scala permettono di leggere l'incidenza del piano che passa per le "V" dei quattro cavalierini: non è indispensabile che lo strumento segni zero quando questo piano è orizzontale, perché tanto le misure sono sempe relative (incidenza dell'ala rispetto al piano di coda).
Per collaudare lo strumento ho misurato i diedri longitudinali dei miei alianti. Ho così scoperto che il Blade 1.9 ha un diedro di circa 1°, il Fredy ha solo mezzo grado e il Superblade addirittura 2,5°! Queste misure spiegano come mai la stabilità del Fredy è così ridotta, rispetto al Blade, e come mai il Superblade tende a delfinare se non applico una buona dose di trim a picchiare.
Incidenziometro sulla coda del BladeIncidenziometro sull'ala del Blade

martedì, dicembre 27, 2005

Potevo forse non comprarlo?

Tutti gli anni si tiene a Genova, nella Galleria Mazzini, la cosiddetta Fiera del Libro. Per me andarci è quasi un rito. Libro sul Forte GeremiaI libri sono tantissimi, molti messi alla rinfusa (che è uno lati affascinanti di questa piccola esposizione) e tra i tanti libri famosi si trovano edizioni particolari, curiose o rare. Bene! direte voi, che c'entra questo con il modellismo?!? Volendo nulla, ma mentre guardavo una serie di libri che trattavano della Liguria mi sono imbattuto in questo (vedi figura). Direi che volando ormai da anni lì a fianco del Forte, quel posto per me è diventato un simbolo, un riferimento a cui piace pensare come uno spettatore silente delle nostre evoluzioni e allora acquistare questo libro mi è sembrato un atto dovuto per saperne ancora di più su un luogo che per una buona parte dell'anno ci vede ospiti.
Auguri sinceri a tutti Voi!

venerdì, dicembre 23, 2005

Ancora un voletto...

Ormai ci siamo... si avvicina la fine di questo meraviglioso 2005 (purtroppo solo volovelisticamente parlando).
Dopo un periodo di stop forzato, vorrei riuscire in queste ferie natalizie a sfruttare ancora qualche ora per tentare l'ultimo volo dell'anno.
Da inizio stagione, praticando questo nuovo hobby, ho passato giornate indimenticabili con i miei nuovi amici d'aria Roberto e Francesco e, a proposito, voglio ancora una volta ringraziarli entrambi di cuore per come si sono comportati con me! (ringrazio Francesco anche per i complimenti riguardanti il mio apprendimento...)
Inoltre faccio a loro e a tutti gli appassionati e non del volo in pendio i miei migliori auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo sperando che il 2006 regali tante soddisfazioni di volo a tutti!
Auguri!

sabato, dicembre 10, 2005

Si vola sulla neve!

Ieri sera ho ricevuto una telefonata dall'amico Tullio Bonfiglio che mi invitava ad andare a volare in pendio, oggi, sul Faiallo. Tullio ed io ci siamo scritti diverse e-mail, ma non ci siamo mai incontrati di persona; così, pur se con qualche tentennamento da parte mia, abbiamo combinato per riuscire finalmente a incontrarci.
Già a Masone, dove ci siamo dati appuntamento, la temperatura è rigida (solo 1 grado sopra zero) e il lato nord di tutte le colline appare ancora imbiancato dalla nevicata della settimana scorsa. Tullio propone di visitare per primo il pendio del Turchino, di cui aveva sentito parlare bene della resa con vento da Nord da Valter. Purtroppo ci accorgiamo presto che il vento è sì forte, ma con raffiche violente, probabilmente a causa delle ostruzioni delle piante e dell'orografia del territorio circostante. Gianni fa qualche volo adrenalinico con uno Zagi, tuttavia l'aria mi pare troppo turbolenta e l'atterraggio quasi impossibile, per cui lascio il Blade tranquillo nella sua sacca; nel frattempo ci raggiunge Antonio Andreis, che si fa una buona mezz'ora di volo con il suo JW.
Una volta disceso il modello di Antonio, Tullio propone di trasferirci al Geremia/Faiallo per vedere se le condizioni migliorano: Tullio e Gianni sul Geremiapochi minuti in auto e ci arrampichiamo per la rampa che conduce alla zona di volo. Il lato Sud è libero da neve, ma sulla la sommità e sul lato Nord ci sono alcuni centimetri di manto bianco. Il vento è sempre forte (da 40 a 50 km/h) ma meno a raffiche, per cui monto velocemente il Blade, infilo tutto il ballast, e chiedo ad Antonio di lanciarmi il modello. L'aliante comincia subito a salire, e nel tentativo di limitare la quota guadagnata comincio ad accelerarlo sempre di più. Come metto la prua al vento, sembra fermarsi in aria, e per questo motivo non mi azzardo a tentare il dynamic soaring che pure promette meraviglie. Dopo circa un quarto d'ora, con la pelle della faccia che pizzica per il vento, imposto un circuto di atterraggio. Troppo alto, mi dico, e apro tutto il butterfly: il modello comincia addirittura a retrocedere rispetto al terreno e mi trovo a dover controllare l'avanzamento con il comando a picchiare, perdendo così tutta la quota che mi pareva troppa e appoggiando il modello a ridosso della sommità. Intanto escono in volo anche Tullio e Antonio ma il sole inizia a calare e il loro volo si limita a pochi minuti; ritiriamo velocemente i bagagli e scendiamo a Masone per riscaldarci con un cappuccino. Bellissima giornata, peccato solo non avere visto in volo il bel Macchi PSS di Gianni!
Panorama del Faiallo con la neve

giovedì, dicembre 01, 2005

Girando l'ultima pagina del calendario...

...di questo anno, ricco di tante belle avventure, ex pinguini e nuove amicizie...
"Soaring is a game of guessing and calculation whose goal is to use nature's invisible fuel in order to outwit gravity" -Bye.

domenica, novembre 27, 2005

Gara mancata

Roberto mi dice che sul Faiallo è caduta la prima neve. Ne deduco che, in fondo, avevo sbagliato di due sole settimane la chiusura della stagione di pendio. Ora siamo "sistemati" fino al disgelo, purtroppo.
In questo week-end avrei voluto partecipare alla prima gara della mia vita modellistica, una competizione AVOT che si sarebbe dovuta tenere oggi a Crevalcore. Purtroppo la pista è finita sotto la neve e la gara è stata rimandata.
In compenso sono riuscito a collaudare la fionda che ho preparato con il materiale della EMC-Vega che gli amici di Asti mi hanno ritirato a Friedrichshafen. L'ho provata sabato ad Asti e ho scoperto che il campo è un po' troppo corto per raggiungere la tensione di 15 Kg-peso che mi hanno consigliato: questo elastico EMC-Vega si allunga moltissimo! Oggi l'ho riprovata a Crivelle dove l'ho tesa fino alla trazione consigliata con un allungamento totale di oltre 220 metri e ho ottenuto buoni lanci. Con l'amico Carlo abbiamo anche provato a usarla in abbinamento a uno dei rinvii che lui usa con il verricello, l'idea è che in questo modo il modello non debba sostenere anche il peso della fionda, ma per ora i risultati non sono stati decisivi in favore di un metodo piuttosto che dell'altro.

lunedì, novembre 21, 2005

Balsetta e fionda

Domenica sono nuovamente stato ospitato al campo di Crivelle di Buttigliera per due piacevoli appuntamenti. Il primo appuntamento, una novità assoluta per me, è stata la gara di "Balsetta d'Hiver", valevole per l'8° trofeo di volo libero "Franco Tavolato". Anche se sapevo che Crivelle è meta di molti appassionati di volo libero, non avevo mai avuto occasione di osservare una di queste competizioni: con modelli che possono essere anche molto semplici si riescono a ottenere tempi di volo di tutto rispetto, basando tutto sulla accurata messa a punto e sulla strategia di lancio, mancando ovviamente l'apporto del "pilota" durante il volo. Per un radiocomandista come me è sorprendente vedere quanto impegno, passione e ricerca ci siano nelle categorie F1X!
La gara, di cui ho potuto seguire solo le fasi finali (cimentandomi anche, fuori concorso, Francesco e Vittorio al lancio del Superbladein un paio di lanci) si è svolta in un clima di tranquilla amicizia ed ha occupato la mattinata fino a poco dopo mezzogiorno. Conclusa la premiazione, Davide ha tirato fuori la fionda e in pochi minuti abbiamo preparato i nostri due alianti "tipo AVOT/F3J". Con l'aiuto di Vittorio abbiamo subito cominciato i lanci: non posso parlare per Davide, ma io mi sono davvero divertito riuscendo a migliorare centraggio e trim dell'aliante nelle diverse fasi di volo, riuscendo a migliorare la tecnica di salita e la quota di sgancio, e in ultimo anche riuscendo a riconoscere e sfruttare qualche buona termica che mi ha permesso di portare i miei tempi di volo oltre i cinque minuti, tempi che non saranno certo interessanti in senso assoluto ma che per me sono stimolo a continuare.
Anche Carlo "F3B", giunto poco dopo l'inizio dei nostri lanci, ha voluto provare il suo nuovo Europhia 2 con coda a croce alla fionda elastica anziché al solito verricello elettrico. Osservarlo all'opera fa capire quanta strada c'è ancora da fare, a partire dal suo centraggio così diverso da quello che ora prediligo.

domenica, novembre 20, 2005

Pronostico smentito

La stagione di volo in pendio non ha gradito il pensionamento anticipato che le avevo preparato con l'ultimo post, e sabato scorso con un colpo di coda ci ha regalato una Rapace radiocomandato di Vittorioinattesa giornata di volo.
Siccome le previsioni del tempo lasciavano prevedere sole su tutto il Nord Italia, già venerdì sera ho messo in preallarme Roberto, Stefano, Davide e Vittorio per una uscita sul Faiallo. A Vittorio, che non aveva ancora visitato il posto, si è poi unito anche Eugenio.
Occorre dire che sabato ha offerto sì una giornata eccezionalmente limpida e soleggiata, ma anche la prima notte con temperature sotto zero di questo autunno. Sfidare il freddo e il vento di tramontana da quindici nodi ha quindi richiesto un po' di coraggio e di attrezzatura invernale; tuttavia i disagi sono a mio parere stati ampiamente compensati. Gruppo infreddolito al FaialloInnanzi tutto dalla compagnia, numerosa e entusiasta: 5 modelli contemporaneamente in volo non si vedono tutti i giorni al Faiallo. Poi dal piacere di vedere modelli inconsueti in volo (le "riproduzioni" di Vittorio e Eugenio) nello scenario, per me nuovo, del Bec Geremia con colori autunnali. In conclusione, dal piacere della giornata di volo inattesa e dalla possibilità di rimettere in azione i pollici, pur se guantati.
Grazie agli amici che mi hanno tenuto compagnia e un affettuoso saluto a quelli che non sono potuti venire con noi.

sabato, novembre 12, 2005

Chiusura di stagione

Credo che sia giunto il momento di dichiarare chiusa la stagione di volo in pendio 2005. Con l'autunnno che avanza ed il meteo che continua a peggiorare le occasioni di volo scarseggiano, quindi sto cominciando a preparare Alianti a riposoi miei alianti per il letargo.
Devo dire che la stagione di volo a vela 2005 non è per me stata avara né di soddisfazioni né di motivi di interesse. Tra gli aspetti più rilevanti ci sono certamente le persone conosciute. A partire da Stefano, il "nuovo arrivo" nella compagnia dei più assidui frequentatori del Faiallo, che ha cominciato a volare proprio la scorsa primavera. Assistito bene da Roberto, sia nella scelta del modello sia nell'apprendimento, Stefano ha velocemente appreso la tecnica di pilotaggio in pendio. Onestamente, all'inizio ero scettico circa il fatto che si potesse imparare da zero su un mezzo senza motore e in un contesto come il volo in pendio: pensavo che i margini di errore fossero troppo ridotti per garantire un apprendimento tranquillo. Stefano e Roberto mi hanno piacevolmente smentito, dimostrandomi il contrario. Ora Stefano ha esplorato a fondo l'inviluppo di volo del suo Trendy, ha già battezzato il secondo modello e credo che l'anno prossimo sarà pronto per qualcosa di più impegnativo.
Per quanto mi riguarda, per prima cosa la stagione 2005 mi ha portato tante diverse occasioni di divertirmi volando. Ho provato posti nuovi. Ho continuato a fare pratica di dynamic soaring, ma mi sono reso conto che da qui a poter dire di farlo bene c'è ancora tanta strada. Ho capito qualcosa di più sulla messa a punto e il centraggio dei modelli, ma anche qui prima di poter dire "so quanto mi serve" ce ne vuole ancora. Anche perché "quanto mi serve" continua a spostarsi: ad ogni passo fatto, fino ad ora, si è sempre accompagnata la scoperta che qualche particolare aspetto, del volo o del modello, era ancora migliorabile o necessitava di adeguamento. Al volo veloce che finora ho prediletto ho cercato di affiancare il gusto per il "volo preciso".
La flotta ha purtroppo perso il Micro Spark, rimpiazzato dal Fredy che devo ancora "inquadrare" al meglio nel suo campo di utilizzo. Il Blade è stato il mio modello principale di quest'anno: quando la stagione si è aperta era appena stato collaudato, e ora che si chiude sento di aver guadagnato un discreto livello di confidenza con il modello e con un il suo inviluppo di volo, che comunque resta ancora ampiamente da scoprire. Considero questo modello un capolavoro della X-Models per la sua versatilità e robustezza. Il fratello maggiore da 3 metri e 15, che ho acquisito a fine stagione, mi ha finora dato l'impressione di essere una macchina ancora più efficiente. L'esplorazione delle sue capacità è però appena agli inizi.
L'esperimento telematico de Il Gabbiano R/C mi ha inoltre permesso di conoscere altri modellisti, sia della zona sia un po' più lontani. Con alcuni di questi ho solo scambiato qualche e-mail, altri sono venuti a trovarci sul pendio e ci hanno regalato il piacere di volare in loro compagnia. I contatti, insomma, non sono mancati: certo il blog è "di nicchia", e i commenti forse sono stati meno numerosi di quanto avrei sperato, ma mi pare che la filosofia che sta alla base del blog sia stata capita: condivisione e "work in progress".
Per finire, la chiusura di stagione porta con sé una grossa novità: ho infatti avuto modo di gettare lo sguardo nel campo degli amici che si dedicano al volo a vela modellistico sportivo, F3B e F3J, ricavandone stimoli a mettermi alla prova in questo terreno. Non riesco per ora a capire se l'impegno agonistico faccia per me, come attitudine mentale prima ancora che come preparazione tecnica e capacità dei modelli, ma se è una occasione in più per migliorare, ben venga!

martedì, ottobre 25, 2005

Il Gabbiano trainato

In uno scambio di e-mail con Vittorio Givone, la scorsa settimana, ho ricevuto da lui un invito a provare l'esperienza del volo in pianura con lancio al verricello. Domenica mi sono perciò unito alla squadra F3B/F3J che frequenta il campo di Crivelle, in provincia di Asti. C'erano Carlo e Maurizio, che già conoscevo per averli più volte incontrati sulla pista in Asti, Franco e naturalmente Vittorio stesso.
Il modello prescelto per la prova è stato il Superblade, che aveva già avuto trascorsi F3J con Rover Mersecchi, il precedente proprietario. Vittorio mi aveva preannunciato la possibilità di provare il traino con verricello elettrico da F3B e anche con la fionda elastica che usa per i suoi modelli da F3J. Tutte cose nuove per me, che perciò ho passato la settimana scorsa a raccogliere indicazioni e consigli su come centrare e regolare il modello per il traino. Mi sono così formato due specifiche paure: la prima, di avere il modello centrato troppo avanti (sto infatti ancora facendo pratica con questo modello) perché il gomito del gancio di traino, anche nella sua posizione più avanzata, si trova solo due o tre millimetri avanti al baricentro; la seconda, di "tirare" troppo la salita sotto trazione, sovraccaricando l'ala fino al limite di rottura. Ho allora programmato sulla radio una fase di volo "start" con un deciso trim a picchiare, nella speranza di contrastare il temuto effetto "a impennare" e contemporaneamente limitare la resistenza del modello alla trazione.
Ovviamente, giunto sul campo, ho sottopostto le mie regolazioni agli esperti che mi circondavano e che le hanno giudicate troppo prudenti. Fidandomi completamente dei loro consigli ho anche deciso di provare il primo lancio direttamente al verricello, che con la sua trazione costante e la quota di sgancio alta è più sicuro rispetto alla fionda. Verricello F3BLe uniche concessioni alla mia inesperienza sono state il profilo neutro (di solito per il lancio è flappato) e il piede di Maurizio per controllare la potenza del verricello. Prima Carlo mi ha mostrato un lancio con il suo F3B, per mostrarmi la tecnica di sgancio, e poi è venuto il mio turno. Maurizio ha agganciato il paracadute al Superblade, ha messo in tensione il cavo, ha atteso che mi posizionassi alle sue spalle e poi ha mollato la presa. Il modello ha cominciato a salire dritto e senza nessuna brutta tendenza, richiedendo solo poche correzioni. Dai commenti ho capito che la traiettoria di salita era tutt'altro che ottimale e che la manovra di sgancio ("bunt") era anche peggio, ma dopo pochi secondi il Superblade stava già veleggiando a 80-90 metri di quota senza incidenti. Il volo non è stato altro che una lunga planata mentre cercavo il trim giusto per la pianura e il centraggio scelto. Non ho prestato la minima attenzione ai segnali di termica, limitandomi a lasciarlo correre sotto l'effetto della mia adrenalina e a curare un atterraggio decoroso in pista.
Nel giro di qualche minuto ho ripetuto l'esperimento, questa volta con 5 gradi di flap in positivo, ottenendo una salita più ripida ma con qualche accenno di tip-stall perché non avevo tenuto conto del fatto che Maurizio stava limitando la velocità del verricello per proteggermi le ali. Il guadagno di quota non è quindi stato rilevante rispetto al primo tentativo; ho però notato che le ali non sembrano flettere particolarmente durante la trazione (mentre flettono durante il bunt) quindi forse ci sono margini per aumentare la velocità.
Il terzo esperimento della giornata è stato un traino con la fionda elastica di Vittorio. Dopo avermi mostrato la tecnica con un paio di lanci del suo modello ed avermi istruito per un traino veloce e non troppo tirato abbiamo agganciato il Superblade e Vittorio lo ha lanciato per me. La salita è stata regolare e lo sgancio assolutamente tranquillo, senza necessità di bunt: ho semplicemente visto il paracadute scendere verso terra e ho capito che il modello era libero. Da una quota di circa 40 metri ho cominciato a esplorare l'aria trovando un po' di termica diffusa che sicuramente non ho saputo sfruttare a dovere perché dopo tre minuti ero già al suolo.
Che dire? l'esperienza mi è piaciuta molto e la ripeterò sicuramente, anche perché Vittorio e Carlo hanno rinnovato la loro disponibilità ad aiutarmi. La fionda, se da un lato non ha la capacità di lanciare il modello alla quota raggiungibile dal verricello, mi è parsa un ottimo sistema per sfruttare il Superblade in pianura limitando il ricorso ad attrezzature costose. Magari per allenarmi in vista, in futuro, della formula F3J... chissà!

martedì, ottobre 18, 2005

Si può fare...

Ciao a tutti,
sono completamente d'accordo su quanto dice Frank in merito alla sicurezza. La sicurezza è un fattore su cui sono assolutamente intransigente. Per quanto mi riguarda e senza andare su inutili elucubrazioni, io utilizzo il seguente metodo: Prima del volo: tipicamente prima dell'accensione della radio URLO la frequenza/canale così "si sa" e attendo eventualmente se qualcuno dice che ha la stessa frequenza, poi ho un cartellino Frequenza/Canale/Nome; se appeso già da solo fornisce utili informazioni in merito, se non bastasse sotto la radio ho stampato su etichetta adesiva Nome Canale e Frequenza. Immediatamente prima del lancio: controllo le superfici mobili e la loro corretta deflessione e lancio senza intralciare il volo degli altri o quanto meno verifico che non vi siano modelli in volo in prossimità del punto di lancio. La fase del volo va da sè. Prima di atterrare: annuncio sempre la mia intenzione -PRIMA-. L'assicurazione meriterebbe una ben più ampia analisi: ricordo che comunque, se non si può fare diversamente e se uno si accontenta, quella cosidetta "del Capofamiglia" può andare bene se ha le estensioni corrette per l'aeromodellismo... ma non garantisco... io ho quella della FIAM. Inoltre, aggiungo che il rigore di volare in sicurezza lo si dovrebbe avere innanzitutto da soli se poi si è in gruppo dovrebbe aumentare, ma tutto non si può avere, talvolta... per alcuni tutto questo pare troppo (pazienza).

Volare in sicurezza, per favore!

Grande folla, domenica scorsa, sul pendio del Faiallo. Tanti amici, famiglie, gitanti, modellisti, tutti a godersi l'ultimo scampolo di stagione.
L'affollamento del sito di volo abituale dovrebbe spingere tutti a aumentare gli sforzi per volare in sicurezza, per sé ma soprattutto per gli altri che magari non sono modellisti e si stanno solo godendo una passeggiata. Devo invece stigmatizzare come più gente significa purtroppo meno sicurezza, o almeno questo è quanto ho visto domenica. Non parlo di condotte di volo spericolate o audaci, ma di semplici e forse istintivi comportamenti che, se accettabili quando si vola da soli, sono fonte di rischio inutile se si vola con altri. Parlo di accendere la trasmittente senza avere verificato le frequenze degli altri in volo. Parlo di atterrare con un 4 metri a pochi metri dalla schiena di un altro modellista che sta recuperando il proprio modello. Parlo di volare con lo stesso 4 metri senza una idonea assicurazione.
Il pendio, almeno il nostro, non è un campo volo: nessuno può impedire a nessun altro di andarci, di volare. Ho sempre apprezzato tutto questo. Occorre perciò il massimo senso di responsabilità per continuare a fruirne nel rispetto degli altri. Per favore, non dimentichiamolo a casa!

domenica, ottobre 09, 2005

"La famigghia... è una cosa importante"

(La famiglia dei Blade, ovviamente, non quella di Don Vito Corleone...)
Approfittando di una giornata di bel tempo che ha fatto seguito ad una settimana pessima, oggi ho portato il nuovo Superblade sul pendio del Faiallo per il collaudo. Arrivo contemporaneamente a Roberto sul sito di volo, dove già ci attendono Stefano, Valter e Giancarlo. Il vento soffia da Nord a circa 25 km/h. Monto velocemente i due Blade e faccio le prove radio: per il Superblade tutto OK, ma il Blade da 1.9 metri mostra qualche problema di ricezione. Rivedo davanti agli occhi il film del sabato precedente, e decido di provare a spostare l'antenna all'esterno della fusoliera; putroppo nel Blade c'è pochissimo spazio e per estrarre l'antenna devo estrarre la radio e per questo devo staccare tutte le spinette dei servi. Francesco e il Superblade in posa al FaialloIn poche parole ci vuole quasi mezz'ora, ma dopo l'intervento i disturbi sono completamente spariti: che i guai radio di sabato scorso fossero un problema locale al mio ricevitore? Certo è vero che anche Roberto ha avuto qualche disturbo di troppo, e che è ormai da un pezzo che volo con l'antenna in fusoliera... il caso non è chiaro ed è ancora aperto.
Mentre ritorno dalla prova radio Roberto mi sollecita al collaudo del Superblade, perché il vento è diminuito di intensità e soprattutto è diventato molto laminare. Affido dunque il modello a Roberto per il lancio, provo tutti i comandi e... via! Il modello è un po' cabrato e tende a rallentare troppo, metto giù un po' di tacche di trim e la traiettoria si stabilizza. Lascio che il modello vada per conto suo per impararne il comportamento, e vedo che pur essendo stabile tende a sentire molto ogni movimento dell'aria. Sale in termica che è una bellezza, ma il carico alare è basso (paragonabile a quello del Blade piccolo) e perciò velocità e capacità di tenere l'energia non sono all'altezza. Ci vorrà sicuramente qualche etto di ballast.
Dopo una ventina di minuti di volo faccio qualche prova con il butterfly per trovare la giusta compensazione e inizio a provare i circuiti di atterraggio. Il Superblade non vuole scendere, occorre arrivare molto basso e dispiegare completamente il butterfly per riuscire a posarlo sul terreno. Collaudo positivo e primo volo concluso a 22 minuti!
Mentre mi riprendo dalla tensione (non avevo mai portato un modello oltre i 2 m e non mi aspettavo la risposta "lenta" ai comandi favorita anche dalla bassa velocità), vedo uscire Roberto con l'ASW 24 di Stefano, che ha bisogno di trim, e poi con il Merlin. L'opinione di Roberto, confermata da Valter e Giancarlo, è che le condizioni stiano indebolendosi al punto da non riuscire a stare in aria. L'anemometro segna circa 22 km/h orizzontali e 10 verticali... non molto ma neanche troppo poco per il Blade. Me lo faccio lanciare da Stefano perché si tratta di collaudare le riparazioni fatte in settimana e preferisco avere le mani sui comandi, ma non ce n'è bisogno: il modello fila via dritto e tranquillo come al solito, non ha preso cattive abitudini. Non c'è la minima traccia di problema radio (ma non mi fido a provare il DS... troppo pericoloso visto che la causa dei disturbi non è ancora chiarita). In confronto al Superblade scarico, il Blade normale vola come su un binario, senza tentennamenti dovuti all'aria che attraversa. Certo non sale come il fratello maggiore, ma vedo con piacere che è rimasto lo stesso anche dopo i miei interventi con resina, tessuto di vetro e stucco.
Riportato a terra il Blade, mi faccio lanciare di nuovo il Superblade per un secondo volo. Le condizioni di vento sono più laminari di quanto non fossero prima, e mi godo veramente il volo. Il Super è davvero efficientissimo, e quando lo avrò caricato a dovere sono certo che si metterà anche a correre come piace a me.

sabato, ottobre 08, 2005

Superblade

Superblade 1Grazie ad un'occasione fortunata ho acquistato il modello che spero mi potrà dare soddisfazioni nella prossima stagione. Si tratta del Superblade della X-Models, il fratello maggiore da 3 metri e 15 del Blade che già ho e che tanto mi soddisfa. Se saprà offirmi il livello di prestazioni a cui il modello da 1.9 metri mi ha abituato, ci sarà da divertirsi.
Per ora ho terminato l'allestimento del modello e oggi ho provato, sul campo di Asti, un lancio a mano per farmi un'idea del centraggio. Domani, visto che il tempo sembra ben intenzionato, potrebbe essere la volta del collaudo in volo. Vento da Sud, per favore!

domenica, ottobre 02, 2005

Paura!

La giornata di ieri al Faiallo è stata la più spaventosa che ricordi su quel pendio.
Nel primo pomeriggio giungo sul sito insieme a Valter e ad un suo amico di Ovada. Il cielo è coperto ma non fa troppo freddo, e in più il vento è proprio quello adatto.
Diamo inizio ai voli e subito cominciamo a divertirci; faccio un paio di uscite con il Fredy e una con il Blade, provo anche il DS ma la direzione del vento, in rotazione verso Est, non è delle più favorevoli.
Arriva anche Stefano con il Trendy e il nuovo ASW 24. Iniziamo un volo a tre ma a un certo punto Stefano ed io ci accorgiamo che qualcosa non va, i modelli sembrano pigri al comando. Il Blade perde addirittura il contatto radio per alcuni istanti: si sente il cercamodeli che entra in funzione. Atterriamo per investigare le cause... dal momento che Stefano ed io abbiamo volato insieme già tante volte, e che Valter è sui 72 MHz, diamo la colpa al mio telefono cellulare che avevo dimenticato, acceso, nella tasca del giubbotto.
Ripongo il telefono nello zaino e esco con il Fredy: c'è qualche sballottamento ma potrebbe essere il vento. Esce anche Stefano e, benché io non noti differenze evidenti, la sua sensibilità al modello lo porta a dire che non si comporta nella solita maniera. A quel punto lancio il Blade e raggiungo in volo Stefano e Valter. Per un bel po' tutto va nel migliore dei modi, ma ad un certo punto mentre il modello si sta allontanando da me mi accorgo che non risponde più ai comandi pur non essendo ancora particolarmente lontano. La ricevente a microprocessore mantiene l'ultimo comando valido, quindi il modello non precipita ma continua pericolosamente ad allontanarsi. Il problema perdura alcuni secondi: vedendomelo già veleggiare verso Voltri inizio a correre per ridurre la distanza (ingenuamente: il Blade è ben più veloce di me in corsa), e finalmente recupero il controllo. Viro subito per riportare il modello verso l'atterraggio: apro i freni, sottovento, base, virata in finale e in quel momento perdo nuovamente il controllo! Il Blade dà "giù di muso" verso il terreno da 7-8 metri, e l'impatto è inevitabile.
Scendo insieme a Stefano per vedere che cosa è accaduto, preparandomi a trovare un disastro. Invece, per fortuna troviamo la fusoliera piantata di naso nel terreno morbido, e l'ala posata a lato, in un solo pezzo. Le viti di nylon hanno agito da fusibile, spezzandosi e assorbendo parte dell'impatto. L'ala ha solo un'ammaccatura a un flap e una cricca su un terminale alare; la fusoliera una crepa superficiale sul trave di coda: un ringraziamento va a Marco Berti che costruisce modelli decisamente robusti.
Mentre recuperiamo, i disturbi radio proseguono: sentiamo il cercamodelli che si attiva e inizia a suonare, smette, ricomincia. E' a quel punto chiaro che si tratta di un problema radio, e che quindi è necessario capire da dove provenga. Iniziamo una "passeggiata" con i modelli per cercare se ci sono punti in cui il disturbo è maggiore, ma senza successo: i disturbi si ripetono, ma in modo che non sembra avere nessuna correlazione con il luogo. Ci sembra di rilevare invece una correlazione con la presenza del cellulare acceso di Valter (dopo averlo spento i disturbi non si sono più riprodotti), ma è tardi, diventa buio e ce ne andiamo senza elementi conclusivi.
Al momento non riesco a capire se si sia trattato di disturbi radio o di problemi al ricevitore. Il ricevitore (Schulze Alpha 8) è ormai ampiamente collaudato e non ha mai dato problemi; è vero che i problemi si sono presentati sempre in condizioni in cui il cellulare di Valter si trovava sulla "linea di mira" tra la trasmittente e il modello, ed è vero che l'andamento intermittente dei disturbi può ricordare il periodico "handshaking" del cellulare con la la stazione base, ma mi sembra incredibile che un trasmettitore su frequenze così lontane dalle nostre possa dare problemi. Resta il sospetto che qualche radioamatore stesse trasmettendo fuori dalla sua banda: i radioamatori sono persone serie e competenti, ma magari un'antenna non accordata può essere sfuggita ai controlli... non so proprio dire.

domenica, settembre 25, 2005

ASW 24 Airborne

Finalmente, oggi, pur non essendo una giornata eccellente sotto l'aspetto meteo ci siamo rivisti sul pendio. Il momento centrale della giornata era il collaudo dell' ASW 24 della FVK realizzato da Stefano (doctorwind). Volo di collaudo ASW24Ecco le condizioni della prova:
Pressione al livello del mare di 1016 hPa vento da SSE da 10 a 21 km/h; vento ovviamente non laminare, con conseguente spinta verticale notevole. L'ASW 24 è un modello come dicevo realizzato dalla oramai nota casa tedesca FVK. Ecco le caratteristiche del modello:
1,63m di apertura-0,75m di lunghezza. Il profilo è un MH 32 peso 320 g ed un carico di 19,8 g/dm². Si valutano un pò di cose prima del lancio di collaudo che viene affidato al sottoscritto, la costruzione è precisa (e come non potrebbe esserlo) aggiustiamo grazie a franz e doctorwind i comandi e il baricentro statico e ci apprestiamo al lancio. Il modello è un coda a T e quindi molto efficace e me lo aspetto (e così sarà). Lanciamo il modello va via un pò incerto ma preciso, esco a sinistra e guadagno quota accenno una prima virata a destra e dimostra una pulizia nella virata degna di modello di dimensioni ben più generose. Esco dalla virata con un buon guadagno di quota, assaggio un pò il suo carattere, non certo tranquillo ma nemmeno "nevrotico" e quindi divertente, riscontro (ma non poteva essere diversamente al primo volo) una certa "esuberanza" dei comandi inoltre la condensazione aumenta mi appresto all'avvicinamento e atterraggio. Il modello non ne vuol sapere di atterrare, complice oltre una buona efficenza anche una termica a W della zona di atterraggio in sotto vento; il che mi fa approcciare al zona di atterraggio in un modo nuovo. :-)(che ne dici franz?) Comunque l'atterraggio è onesto senza sorprese e... senza aerofreni. Si risistemano i comandi e attendiamo una nuova finestra di visibilità buona. Rilanciamo e il modello svela il suo "buon carattere" tant'è che vado ad esplorare inviluppi di volo più critici compresi lo stallo, scampanata, looping e tonneau (leeeento). Il modello ritorna a terra in modo pressocè perfetto a pochi metri da me. Che dire? bellissimo...!
Buoni voli doctorwind!

sabato, settembre 24, 2005

Volare da campioni

Sabato senza pioggia, oggi. Qualche commissione in giro per la città al mattino, e poi subito di corsa verso il Faiallo: c'è il Fredy da ri-collaudare e soprattutto tanta voglia di tornare a volare, per cui anche i rapporti METAR che parlano di vento in diminuzione passano in secondo piano.
In realtà, arrivato sul sito, mi accorgo che il vento è veramente poco: da 10 a 15 km/h, variabile con un periodo di circa dieci minuti. Decido di aspettare per capire come evolverà la giornata, e intanto faccio una passeggiata nei boschi attorno (pare che quest'anno ci siano molti funghi...). Al ritorno mi accorgo che c'è un modellista che sale verso la sommità della collina, e si vede bene che è un modellista perché ha al collo una MC-24 e in mano un aliante. Fatte le presentazioni scopro che Alex (così si chiama) viene da Bolzano e trovandosi a Genova per altri impegni ha provato a cercare il pendio di cui aveva letto su internet. Scopriamo anche di avere la stessa frequenza, per cui lascio che Alex esca per primo a saggiare l'aria (fifone che sono, neh?). L'aliante, un Simprop da 60 pollici, si comporta benissimo e aggancia subito qualche termica; la dinamica non è esuberante ma le termiche compensano e permettono di fare una buona quota.
Dopo una decina di minuti Alex atterra e mi lancia il Blade; subito inizio a cercare una traiettoria che mi permetta di sfruttare l'efficienza del modello, e ingrassando un po' il profilo riesco a raggranellare un po' di quota. Alex mi indica a questo punto un paio di punti in cui trovo delle buone termiche e salgo ancora. Riporto il profilo "liscio" e lascio correre il Blade, che tanto mi restituisce molto bene la velocità presa con altra quota. Incredibile efficienza! E pensare che oggi nemmeno i parapendio se la sono sentita di uscire.
Atterro e Alex lancia per il suo secondo giro. Alex trova le termiche come un falco, e ha parole di elogio per il pendio e il panorama, davvero bello anche se la giornata non è limpidissima: "Qui si può volare anche da Nord?" "Certamente!" "E si fa DS?" "Eccome, da tutti e due i lati!"
Dopo l'atterraggio è la volta del Fredy riparato, che in confronto al Blade è un sasso; Aliante di Alex in voloprobabilmente non sono riuscito a mantenere perfettamente il diedro longitudinale nel corso della riparazione, per cui compenso abbassando un po' i flapperoni. Va un po' meglio, ma l'efficenza non è quella dell'altro mio modello. Alex comunque riesce a instradarmi verso aria migliore, e mi dispensa preziosi consigli su quando virare e quando lasciarlo correre.
Atterro ed è già il momento dei saluti. Lascio ad Alex il mio indirizzo di posta elettronica, la URL del blog e gli chiedo nuovamente come si chiama per poterlo segnalare sul blog. "Alex Galtarossa"... bene, ho appena volato con il campione italiano F3K 2005! Ciao Alex!