lunedì, maggio 08, 2006

Un'altra domenica di F3J

Lancio dello Stork di FrancoContinua l'astinenza da pendio! Sabato pioveva e ieri il meteo era comunque troppo incerto per rischiare di andare al Turchino; per fortuna che c'è sempre la possibilità di passare qualche ora con gli amici del volo in termica. Con Carlo, Vittorio, Franco e Davide abbiamo passato la giornata totalizzando una quarantina di traini, allenandoci per la gara di campionato F3J di fine mese, trovando condizioni ora fortissime ora buone ora un po' meno, riuscendo anche a far provare il piacere del volo in termica al neo-aeromodellista Alberto che ci è venuto a trovare, e infilando tra un lancio e l'altro anche uno spuntino in agriturismo.

lunedì, maggio 01, 2006

Ancora sverricellate

Timer di volo del 01/05/2006Anche oggi, complice il tempo meteorologico non certo dei migliori, non mi sono potuto recare in pendio e ho invece passato il pomeriggio al campo di volo di Asti. Ho messo in esercizio anche il secondo verricello e ho fatto un po' di lanci; sotto una copertura nuvolosa senza squarci ho comunque trovato delle buone ascendenze che mi hanno permesso di raggiungere sempre i 10 minuti di volo con il rinvio a meno di 140 metri, e in un caso anche l'exploit a 19 minuti e 53 secondi che la foto a fianco documenta.

sabato, aprile 29, 2006

Verricello collaudato

Oggi ho collaudato il verricello da F3J "tipo Rizzo" che ho recentemente acquistato. Con la batteria regolamentare da 80 Ah / 680 A mi pare che abbia una trazione più che soddisfacente; ho fatto tre lanci con il Superblade, con il rinvio alla distanza di 100 metri, e ho fatto tre pieni senza difficoltà. Certo che c'è parecchia roba da trasportare e la preparazione è un po' laboriosa... dovrò procurarmi un contenitore per il verricello e l'attrezzatura, e spero che con un po' di pratica la posa dei cavi di traino diventi più rapida.

domenica, aprile 23, 2006

Di tutto di più

Ciao! in queste due giornate eccellenti sotto tutti gli aspetti ho avuto occasione di: stare in ottima compagnia, volare con un falco, provare il Superblade, ricevere la patch S.A.D., rivedere Max ...e testare delle "girandole".
Andiamo con ordine: ieri sono arrivato sul pendio prima di pranzo la condizione era ottima un po' turbolenta nei bassi strati. Stefano investito dell'ordine del S.A.D.Ho lanciato il Silent Dream e mi sono fatto un bel paio di voli prima dell'arrivo di Francesco e Stefano totalizzando un'ora di volo. Giusto durante il primo volo mi trovo vis à vis con un falco che data l'ora era in "cerca" del pranzo. Mi si avvcina molto rapidamente e si posiziona in formazione stretta tra l'ala e il piano di coda dell'aliante costringendomi a continue accostate e di conseguenza spingendomi abbastanza al largo; raggiunta una distanza di sicurezza (per lui) mi lascia e se ne va nella sua zona di caccia. Incautamente, ritornando indietro invado di nuovo il suo territorio; non lo avessi mai fatto! il falco si getta in una picchiata e mi raggiunge nuovamente più vicino ancora costringendomi ad un allontanamento. Un paio di Stefano lancia il Blademinuti di adrenalina pura! La giornata prosegue con la consegna ufficiale del S.A.D. ora sì che facciamo parte di un Club importante! ma di questo vorrei che ne parlasse Stefano!!! Più tardi Francesco mi offre la possibilità di provare il Superblade... "un'offerta che NON si può rifutare". Apprezzo immediatamente la plasticità del modello in pratica sui binari come si dice... inizio a vedere il campo di velocità che risulta essere sorprendente da velocità minime ad alte velocità in pochi secondi mantenendo sempre un ottimo controllo e una eccellente conservazione dell'energia. Prendendo confidenza azzardo un paio di looping d'ala e qualche virata sretta concludono la mia prova con tanta soddisfazione ed i complimenti a Francesco Gruppo di modelliper il modello. Oggi invece non ho volato ma sono stato bene, anzi benissimo: il pendio popolato da tanta gente e, tra i tanti, Max. Max, pilota brevettato "reale", è lo scopritore del punto di volo e, come ama dire lui, "giusto per caso". Con Max si è parlato di tante cose e tra le tante del suo prossimo ritorno al volo in pendio non appena gli impegni più importanti glielo permettereanno. Colgo l'occasione per porgergli le mie piu vive (anche a Debora) felicitazioni per "l'erede" Annamaria di 5 mesi alla sua prima visita sul pendio! Max l'abitua presto! Ah dimenticavo le girandole... già basta vedere la foto!
A presto, PdG.

Roberto Pico della Girandola

Roberto con due anemometri

sabato, aprile 22, 2006

La vedeva bene...

...il meteorologo! e la realtà è stata pure meglio!
Arrivo sul pendio verso le 13:40, rallentato da un po' di traffico, e Roberto sta già volando da più di un'ora. Dopo aver mangiato un paio di panini arriva anche Stefano ed io monto il Blade, misuro il vento e mi faccio lanciare il modello da Roberto. L'aria appare subito perfetta, buon sostentamento e pochi sballottamenti; faccio un po' di quota e inizio a correre, ma dopo circa quindici minuti decido di scendere perché le condizioni, davvero buone, reclamano il Superblade.
Il Superblade viene lanciato dapprima "vuoto", senza zavorra, e mi appare un po' troppo in balia del vento. Uscendo verso valle le cose migliorano, ma il modello mi sembra ancora troppo galleggione per i miei gusti in pendio. Ridiscendo e decido, prima di collaudare il nuovo tubo portaballast del Superblade, di fare un giro con il Blade 1.9 zavorrato per vedere come rende. E sin dal lancio si vede che rende e come! Faccio quota con un po' di fatica in più di prima, ma il modello sopporta benissimo il carico e vola come su un binario. Dal momento che il volo precedente non aveva evidenziato nessun disturbo radio, decido di provare il dynamic soaring, e sono ricompensato con due splendide serie di quattro giri, velocissime e stabilissime: la stagione è cominciata anche per il DS!
Nel frattempo, Stefano fa due voli con l'ASW 24, il primo tranquillo ma il secondo, brevissimo, molto più nervoso a causa (penso) dell'allentamento delle boccole del piano Tre amici al Faiallodi coda che hannno bisogno di qualche goccia di ciano. Il volo successivo, fatto con l'aggiunta di un po' di esponenziale sul comando dell'elevatore, ripaga degli sforzi: il modello vola da solo ed è prontissimo ai comandi di Stefano.
Decido di aggiungere tutto il ballast (550 grammi) al Superblade e me lo faccio lanciare: non solo il modello regge il maggiore carico, ma ne ha un grandissimo giovamento! Ora è stabile, velocissimo nelle affondate e molto plastico nei movimenti. Passo il radiocomando a Roberto per fargli provare il modello, e dalla sua espressione capisco che gli piace. Inizia a manovrare da par suo e, a suo dire, il modello incontra il suo gusto: "se dovessi prendere un Blade prenderei quello grande!".
La giornata termina con tutti e tre gli amici in volo: a Stefano mi unisco dapprima io e poi Roberto con il Silent Dream, e tutti e tre giriamo, termichiamo, corriamo e uno dopo l'altro atterriamo evitando la "solita" coppia di gitanti che si sdraia sulla "pista". Bellissima giornata, baciata da uno splendido sole e da un vento superiore alle attese.

giovedì, aprile 20, 2006

E per sabato come la vedi? (anche domenica se ce la fai)

Ecco la simpatica domanda che gli Amici mi pongono nell'avvicinarsi del Weekend, una parte di amici per andare al mare l'altra per andare sui pendii.
Ecco a voi cosa ne penso :0) (del meteo)
La primavera e le sue bizze vanno riducendosi.
"Osservo" sempre con curiosità il meteo ora più che mai visto che la stagione "volatoria" va ad incominciare.
Ho iniziato a dare un'occhiata ai modelli previsionali per sabato. Posso dire abbastanza con certezza che potrebbe essere una buona giornata sotto l'aspetto climatologico ovvero:
temperatura in aumento;
umidità in diminuzione;
pressione stabile;
venti dai quadranti orientali deboli;
possibile attività cumuliforme sui rilievi.
Per quanto visto in generale il tempo sarà buono, rimangono però due incognite: l'intensità del vento e i cumuli.
Per l'intensità prevedo venti deboli.
Per i cumuli c'è il rischio di averli sopra la capoccia o immediatamente alle spalle, ci potrebbe scappare (vista la condizione) qualche temporalino interno.
A presto
Roberto
P.S. per domenica non ce l'ho fatta!

martedì, aprile 18, 2006

Voletto post-pasquale

Oggi, giorno per me di ferie, ho deciso di andare al Faiallo per sfruttare quel po' di bel tempo che si vedeva sin dal mattino nelle webcam di Genova.
Arrivato sul pendio verso le tre e mezza, ho subito pensato di avere fatto un viaggio a vuoto perché il vento che soffiava, Grecale, non era assolutamente costante nell'intensità e passava da attimi di calma fino a 40 km/h.

Il cielo, in compenso, era spettacolare: le condizioni di stau, che mi erano state preannunciate da Roberto, portavano dalla pianura cumuletti bianchi e batuffolosi, forse 200 metri sopra il pendio, che passavano veloci e si dissolvevano appena superato il crinale. Ho cercato di documentare lo spettacolo facendo un piccolo video in time-lapse con la compattina digitale, visibile qui a lato.
Verso le cinque e mezza, dopo un paio di video e di prove radio, mi sono reso conto che il vento aveva ruotato da Grecale a Tramontana e non mostrava più i macroscopici cambi di intensità di prima. Mi sono quindi preparato, con calma, agganciandomi la radio al collo e reggendo il Blade nel vento per sentire se mi sembrava "portare" a sufficienza. L'impressione non era delle migliori, mi pareva che il modello non scoppiasse certo dalla voglia di prendere il volo. Mentre mi spostavo per cercare il punto migliore ho messo un piede in fallo e per non perdere l'equilibrio ho invece perso la presa sul modello. Mi volto verso il Blade e vedo che rimane praticamente fermo nell'aria! Allungo il braccio per afferrarlo ma si è già alzato a sufficienza da farmi agguantare solo aria, evidentemente il Blade ha più voglia di volare di me! Riporto la destra sul radiocomando e comincio a pilotarlo in un volo turbolento per i primi metri, ma poi via via sempre più bello, uscendo dalla dinamica del pendio per cavalcare alcune potentissime termiche che lo hanno portato per due volte a cento metri sopra il crinale.
Ormai so che in condizioni di ventilazione dai quadranti settentrionali il Faiallo regala atterraggi "interessanti"; anche oggi non ha fatto eccezione, richiedendomi numerosi passaggi ricchi di adrenalina perché ogni volta che entravo "dietro" il crinale per atterrare uscivo più veloce di prima, come se si instaurasse una specie di dynamic soaring. Alla fine comunque ho riportato il Blade al suolo; la verifica del contatore di disturbi radio della Schulze mi ha confermato che con l'antenna allungata i disturbi sono molto diminuiti (da 4 a 8 in oltre 20 minuti di volo).

domenica, aprile 16, 2006

Buona Pasqua!

Auguri di buona Pasqua a tutti gli amici!
Ieri ho avuto modo di scambiare gli auguri di persona con Antonio, Vittorio, Carlo, Denis e Thomas con cui mi sono trovato al campo di Crivelle per un allenamento in vista della gara internazionale F3J del prossimo fine settimana a Forlì. Io non parteciperò, ma dal momento che sono stato invitato a unirmi alla nazionale come trainatore per i mondiali in Slovacchia, ho approfittato di questa occasione per provare (per la prima volta) il traino a mano secondo il regolamento FAI F3J. E' incredibile come pochi metri di corsa da parte di noi trainatori possano catapultare il modello in aria! ed è ancora più incredibile come la trazione esercitata dal modello riesca a fermare completamente la nostra corsa!
Oltre ai traini a mano ne abbiamo fatti alcuni con il verricello di Carlo, divertendoci a stanare e sfruttare le piccole ma potenti termiche che c'erano. Thomas in particolare ha volato per 20 minuti di fila con il suo Stork, ma il divertimento c'è comunque stato per tutti.
A chi gareggerà sabato e domenica va il mio "in bocca al lupo"!

venerdì, aprile 14, 2006

Sballottamenti collinari

Le previsioni del tempo per oggi lasciavano decisamente ben sperare: cielo sereno e forti brezze da SSE sulla Liguria. Sembrava quindi la giornata ideale per un bel volo al Faiallo; tuttavia mano a mano che la mattinata avanzava le webcam genovesi mostravano una copertura nuvolosa a 700 metri circa che diventava sempre più insistente, fino a coprire i monti rendendo inattuabile il mio proposito iniziale.
Dal momento che ad Asti il tempo invece era buono e con un vento teso da Sud, ho deciso di cogliere l'occasione per recarmi dall'amico Gavino a San Martino Alfieri e tentare il volo di pendio "collinare" che già in passato mi era riuscito.
Il vento in effetti non mancava: l'anemometro ha registrato una punta di 35 km/h con varibilità in basso fino a 20 km/h. Dopo avere montato il Blade 1.9 e il Superblade ho però deciso di uscire con quest'ultimo, con il programma radio da pendio, per cercare di trarre vantaggio dalla maggiore inerzia e dal minore carico alare.
Immediatamente dopo il lancio è apparso chiaro che la circolazione dell'aria non era affatto laminare, con turbolenze molto forti e imprevedibili e un sostentamento dinamico insufficiente. Ho perciò cercato di lasciare correre il modello verso valle, per prendere velocità e cercare la termica sui campi arati del fondovalle. Fortunatamente l'ho trovata, e ingrassando un po' il profilo sono riuscito a fare quota fino a togliermi dall'aria più agitata, prodotta -come ormai mi era chiaro- dal disturbo della collina di fronte.
Dopo circa un quarto d'ora di volo ho perso la termica, cominciando a scendere e a ritrovarmi nel'aria turbolenta. Sempre senza lasciare che il modello perdesse velocità ho quindi impostato un circuito di atterraggio che, grazie all'uso della miscelazione butterfly e ad una momentanea assenza di turbolenza al suolo, ha riportato il Superblade sul terreno abbastanza dolcemente.

mercoledì, aprile 12, 2006

Il Fasce e i suoi pendii

Stefano e ASW24 al FasceCon un po' di ritardo racconto la piacevole giornata si sabato scorso.
La primavera è agli inizi e come si conviene non è avara di sorprese; infatti la cosidetta maccaja in questo periodo è sempre dietro l'angolo. Stefano ed io dovevamo fare dei test; il Failallo era escluso tanto per la tipologia del terreno tanto perchè era occluso dalle nubi. Ci dirigiamo così sul Fasce, un pendio ampio ottimo per effettuare delle prove.
Purtroppo arrivamo sul punto di lancio accompagnati da un densa nebbia. Incontriamo un nuovo modellista, Andrea il quale anche è lui lì per un collaudo. Chiaccherando di pendii Andrea ed io scopriamo che abbiamo addocchiato un altro pendio (lo stesso) più avanti e tutti e due siamo convinti che sia fuori dalle nuvole. Cosi ci avventuriamo sul nuovo pendio mai provato da nessuno di noi.
Roberto e il Trendy al FasceGiunti sul posto Andrea preferisce lanciare un modello più consono a saggiare le condizoni e lancia il (argh non mi ricordo il nome...). Il pendio si rivela onesto con una ottima risposta veritcale e con qualche termica potetente. Lancia anche Stefano ma per un problema allo stabilizzatore conclude abbastanza velocemente il suo volo qualche metro più in basso senza danni.
Visto che la situazione meteo è nettamente miglliorata ci dirigiamo nuovamente sul Fasce dove riusciamo a fere dei ottimi voli e da collaudare i nostri modelli. Si aggrega anche Luis (del Perù) con un modello di sua costruzione con il quale si diverte a fare passaggi radenti a bassissima velocità.
Tornano il freddo e le nuvole e vista l'ora ci salutiamo con la promessa di rivederci quanto prima, magari sui nostri pendii.

sabato, aprile 08, 2006

Raduno alla Cappelletta

Oggi si è svolta la prima giornata del raduno della Cappelletta che era stato organizzato nelle settimane passate sulla lista di discussione "aeromodellismo" su Internet. Foto di gruppo alla Cappelletta
Il pendio della Cappelletta, in prossimità del Passo di Cento Croci che separa le province di La Spezia e di Parma, è un sito di volo a vela piuttosto rinomato soprattutto grazie al sito di Olly Capoferri e Tullio Bonfiglio che lo hanno anche reso famoso in quanto adatto al dynamic soaring. Non lo avevo mai provato, quindi ho colto con piacere questa occasione.
E' inutile tentare di ripercorrere tutti i voli e ricordare tutti i presenti che si sono dati convegno sotto un cielo minaccioso e sopportando il freddo, perché dimenticherei sicuramente qualche nome o qualche prodezza. Mi basta ricordare il dynamic soaring del Poison di Marzocchi, la famiglia dei Whisper, il combat con gli schiumini, lo spettacolare Mucha di Fabio, le evoluzioni del Joe Wurtz, il Blade di Roberto, il cross-country di Tullio, Stefano e Mario.
Panorama con piloti dalla Cappelletta
Da parte mia sono lieto di avere volato con tutti e tre i modelli che mi ero portato dietro (Fredy, Blade e Superblade), di avere fatto il primo (balbettante) DS dell'anno, di non avere avuto il minimo disturbo radio e di avere riportato a casa i modelli interi. E soprattutto di avere associato un volto e una stretta di mano a tanti che conoscevo solo come un indirizzo e-mail.
Alla prossima!

lunedì, marzo 27, 2006

Finisce l'Uomo nasce un mito

Uno dei tanti pregi di questo spazio, ovvero il blog de Il Gabbiano R/C, è che in qualche modo non si parla "solo" di modellismo ma "anche" di ciò che concerne l'Aviazione. Angelo D'ArrigoE permettetemi, è un pregio non da poco perchè permette di avere una visione ampia su un argomento sicuramente affascinante. Certo il modellismo aereo è bello non parliamo poi del Volo Silenzioso che noi pratichiamo e che ha tutta una sua anima... quando però ci è capitata (e ci capiterà ancora) l'occasione di "toccare con mano" l'Aviazione, le sensazioni provate non sono state dimenticate.
Quando parliamo di Aviazione discutiamo di tecnologia, mezzi, ma sopratutto di Uomini. Ed è di Uomo in particolare che voglio parlare brevemente: Angelo D'Arrigo.
Lui, per molti di noi era un riferimento, un esempio sia come "Volatore" (pilota mi sembra riduttivo) sia come Uomo.
Una persona sensibile, intelligente, a me piace definirlo un "tenace sognatore".
Un Uomo che ha insegnato a volare agli uccelli ricordando il volo con le due sue Aquile allevate amorevolmente.
Poco meno di un anno fa su questo blog scrissi questo articolo. Grazie alla splendida foto di Stefano rimane costantemente viva in me l'emozione di quel momento. Alla fine della giornata nella pur infinitesimale esperienza non potevo non pensare ad Angelo ed alle sue imprese e a che cosa voleva dire volare insieme a due rapaci giocando con una termica. Alle volte era il rapace ad osservare l'Uomo altre era l'Uomo ad imparare dal rapace. Un silenzioso dialogo che ha arrichito Rapace ed Uomo. Purtroppo il destino gioca le sue carte in modo beffardo e cosi è stato anche questa volta.
Ciao Angelo!

"Spingendo quotidianamente i nostri limiti
riusciamo, a piccoli passi,
a superare le paure che ci vietano
il possesso della nostra esistenza"

Angelo D'Arrigo

Per chi vuol approfondire:
http://www.angelodarrigo.com/
Un film fondamentale: "Il popolo migratore".

sabato, marzo 25, 2006

Lavori di inizio stagione...

Il bel tempo tarda ad arrivare e mentre fuori piove lavoro per poter cominciare bene il nuovo "anno modellistico".
Qual è la novità e la meta a cui aspiro?
Riuscire ad apprendere la tecnica della costruzione in materiali compositi!
Ho già svolto alcuni esperimenti di resinatura sia di fusoliere (con stampi ancora piuttosto grossolani) sia di ali.
Nei prossimi giorni svolgerò in compagnia di Francesco altre prove.
Mi impegnerò a fare qualche foto in modo da poterle poi pubblicare!
A presto e... buon inizio stagione a tutti!

"La lavorazione avverrà con procedure piuttosto elaborate e studiate nel minimo dettaglio.
Solo in questo modo riusciremo a spaventare ogni grammuccio e farlo scappare via!" :-D

martedì, marzo 14, 2006

Eccoci !

E' il mio secondo inizio di stagione o meglio il mio primo da "titolare" anche se è passato poco tempo dal mio esordio come aeromodellista. Se escludiamo qualche piccolo crash nel 2005, devo ritenermi più che soddisfatto della "carriera" fatta! (grazie Roberto, grazie Francesco)
Il mio primo modello, il Trendy della FVK, è ancora lì pronto ad affrontare di nuovo il nulla e dopo un leggero restyling è più bello che mai! A lavori terminati vi descriverò le piccole modifiche apportate che spero possano dare migliori risultati di volo in condizioni scarse.
Anche l'ASW24 (sempre FVK) è ancora tutto intero e a parte un piccolo problema dato da una boccola in fibra sul piano di quota, mi ha consentito di aprire la stagione 2006 per scaricare un pò la tensione accumulata in questi mesi di stop forzato!
E' sicuramente un modello molto valido ma ha bisogno ancora di una messa a punto ottimale visto che ha all'attivo poche ore di volo; unico neo forse la poca autorità del timone nonostante la massima escursione adottata già in partenza... ci sarà da lavorare parecchio! Se qualcuno ha dei consigli in merito, sono ben accetti.
Novità per il 2006? forse una c'è! ...a FAMIGGHIA si allarga...
Buoni voli a tutti !

domenica, marzo 12, 2006

Finale AVOT a Cremona

Sono da poche ore tornato a casa da Cremona, e ancora mi sembra di camminare a mezzo metro da terra. Il mio risultato alla finale AVOT di oggi, infatti, è andato ben oltre le mie migliori speranze, rendendo la giornata appena trascorsa un ricordo che per me diventerà assai caro.
La giornata non era cominciata sotto buoni auspici: durante il primo lancio di prova ho infatti sbagliato completamente Finale AVOT a Cremonalo sgancio, il modello è rimasto impigliato ed è stato trascinato verso il suolo prima che Carlo Rosso sbloccasse con grande sangue freddo la frizione del verricello ed io riuscissi con un po' di fortuna a liberarmi dell'incomodo. Ho insomma rischiato di rompere il modello prima ancora di partire; poi ho proseguito con un gancio più "largo" che Rover mi ha offerto, davvero molto gentilmente.
I lanci valevoli per la gara sono cominciati dopo le 11, e dopo avere spostato i verricelli a causa di un ribaltamento completo della direzione del vento. Vento che non era certo trascurabile: da 6 a 8 m/s, con raffiche fino a lambire i 10 m/s; se si pensa che il cielo era coperto, si può capire che non faceva certo caldo. Comunque, le evoluzioni di un aliante full-size (poteva essere un Blanik, dalla freccia delle ali) a poca distanza facevano capire che l'aria aveva un buon potenziale di sollevamento. Al primo lancio, seguendo le indicazioni di Carlo che mi faceva da helper e soprattutto da tattico, sono riuscito a incassare 6 minuti e 52 secondi oltre a un buon punteggio di atterraggio; sono stato io il primo a stupirmi, evidentemente con quel vento anche il Superblade può risultare competitivo. Infatti sono riuscito a rimanere sempre su tempi buoni o molto buoni, a parte un solo lancio decisamente cattivo sugli otto totali in cui ho commesso una grossa ingenuità in sgancio uscendo irrimediabilmente basso. Meno costante sono stato sui punteggi di atterraggio, ma con un 95 e due 90 (mi pare) non credo di potermi lamentare.
La giornata è stata per me molto emozionante, e soprattutto ho potuto gustare ed apprezzare l'ospitalità, la gentilezza e la simpatia degli amici e di tutti i praticanti la categoria che ancora non conoscevo. Un grande "grazie" a Carlo, a Gene, a Rover, Antonio, Fulvio, Alex e tutti, tutti gli altri!
La classifica finale mi premia con un ottavo posto, dietro a nomi assolutamente di rilievo, in cui io stesso fatico a riconoscermi. La fortuna del principiante esiste!

sabato, marzo 11, 2006

Apertura stagione 2006

Grazie a un week-end dal clima particolarmente mite e con una decisa ventilazione settentrionale, oggi ho avuto il grande piacere di inaugurare la stagione 2006 di volo a vela in pendio in compagnia di Roberto e Stefano, gli altri due "redattori" de Il Gabbiano R/C.
Già da due giorni il bel tempo lasciava ben sperare... "Restiamo con i piedi per terra ma carichiamo le batterie", mi diceva più o meno Roberto. Ma l'eccitazione cresceva con l'attesa, e quando stamattina la webcam, il METAR e il meteorologo Roberto hanno tutti e tre dato il "go!", non stavo più nella pelle: ho infilato nella sacca il Blade e il Fredy e sono partito.
Sul pendio mi stavano già aspettando, intenti a montare i modelli, Stefano e Roberto. "51 all'ora" mi annuncia Roberto, ed effettivamente il vento è forte, ma anche molto a raffiche e sembra piuttosto turbolento. Stefano, Roberto e Francesco aprono la stagione 2006Comunque monto i modelli e decido di uscire con il Blade che mi dà più sicurezza negli atterraggi di tramontana; dopo una verifica della portata radio per provare la nuova ricevente (Schulze Alpha 8.40, nuova versione) Roberto lancia e la stagione ha inizio!
L'aria è molto turbolenta, e i pollici non sono più abituati all'aria del Faiallo dopo le ore di volo nella tranquillità della pianura, ma dopo qualche curva Roberto individua le parti migliori del circuito e mi dà preziosi consigli per fare quota. Quindi inanello qualche base ad alta velocità e qualche acrobazia, ma il vento è molto forte e fa scarrocciare il modello distorcendo le traiettorie. Non tento il dynamic soaring perché non me lo sento nei pollici, e dopo circa mezz'ora atterro il modello un po' malamente, facendo saltare le viti di nylon che fissano l'ala.
Mentre il livello di adrenalina scende, viene il turno di Roberto, che vola con un semplice due-assi che però vola benissimo e riesce a fare acrobazie molto fluide e spettacolari. L'ala a diedro multiplo è molto robusta e si vede chiaramente che Roberto si diverte un mondo; purtroppo in atterraggio viene tradito da un buffetto di vento e la mancanza di alettoni non gli permette di evitare l'atterraggio a pancia all'aria: uno dei pianetti a V si rompe e Roberto è costretto al riposo.
Tocca quindi a Stefano che lancia l'ASW24. Il modello ha un volo un po' strano, un momento sembra cabrato e un momento dopo sembra picchiato; Stefano ci combatte un po' e poi lo riporta al suolo con qualche emozione.
Il vento, nel frattempo, si è indebolito. Dopo qualche incertezza chiedo a Roberto di lanciarmi di nuovo il Blade, e vedo subito che l'aria è completamente diversa. Niente più turbolenza, meno dinamica ma basta uscire verso la valle per trovare potenti termiche che permettono di fare quota a piacere. Le traiettorie del modello sono molto lisce e prevedibili, al punto che riesco anche a distinguere diversi disturbi radio. Ci risiamo, mi dico ricordando quanto era accaduto lo scorso autunno. Mi sembra però di avere capito che i disturbi si presentano quando il modello viene a trovarsi in un assetto per cui l'antenna viene a trovarsi allineata con la linea di mira; questo mi suggerisce che per la prossima volta proverò ad allungare l'antenna e a lasciarla pendere per 50 cm dalla coda, come suggerito sia dalla Schulze sia da Samba Model, produttore dei famosi alianti Pike.
Intanto anche Stefano ha capito la causa del comportamento strano dell'ASW: la boccola che unisce lo stabilizzatore alla fusoliera si è allentata nella sua sede, e rende instabile l'assetto dello stabilizzatore stesso. Dopo averla serrata Stefano rilancia, e viene premiato da un volo molto pulito... problema risolto!
La giornata termina con il calare del sole. La stagione è riaperta, benché "tecnicamente" sia ancora inverno. C'è purtroppo stata una rottura, ma anche una riparazione al volo e, per me, qualche nuovo indizio per risolvere i miei problemi di ricezione radio. Alla prossima, quindi!

giovedì, marzo 09, 2006

Il Gabbiano si allena

Allenamento a Crivelle
Domenica, salvo imprevisti, prenderò parte alla gara AVOT in programma al quagliodromo di Sesto Cremonese. Da diverso tempo mi alleno e metto a punto il Superblade, ma non nutro troppe speranze di evitare una figura barbina (dopotutto sarà la finale del campionato AVOT, ci saranno tutti i migliori!). Comunque sarà per me un'esperienza istruttiva e spero anche divertente.

sabato, marzo 04, 2006

L'inverno del Gabbiano

Vedo che il blog è fermo da quasi due mesi. Eppure Il Gabbiano R/C non è andato in letargo, né è stato colpito dall'influenza aviaria. Naturalmente, il tempo degli ultimi due mesi ci ha impedito di andare in pendio (con qualche lodevole eccezione, vero Stefano?) ma non per questo i nostri alianti sono rimasti tranquilli a svernare. Per quanto mi riguarda, sono riuscito ad alternare i tipici lavori di manutenzione invernali con qualche soddisfacente occasione di volo in pianura. Tanto per cominciare, dopo la costruzione dell'incidenziometro di cui parlavo nell'ultimo post ho provveduto a regolare i diedri longitudinali del Fredy (che era troppo piccolo) e del Superblade (troppo grande) nella speranza di Riparazione alla tip del Fredyottenere migliori prestazioni; le prove effettuate con quest'ultimo al traino mi hanno molto confortato, ma ne parlerò in seguito. Secondariamente, ho messo mano al Dremel per riparare l'estremità alare del Fredy che era rimasta danneggiata durante l'ultima uscita, usando la consueta tecnica svizzera. La rifinitura di questo lavoro mi ha poi offerto l'occasione di rifinire anche la riparazione di un analogo problema capitato al Blade: ho così provato a usare uno stucco da carrozzeria che, benché un po' pesante, è molto fluido e spatolabile in strati molto fini per riempire ottimamente i forellini del tessuto di vetrro; ho sperimentato anche un primer acrilico spray per la finitura di superficie con cui si riesce a ottenere un lavoro davvero buono.
Il volo di pianura. Dopo la correzione del diedro longitudinale del Superblade, portato ora a meno di 1,5 gradi, il modello ha molto migliorato le sue caratteristiche. Ho potuto arretrare ulteriormente il CG Superblade a Crivelleottenendo la caratteristica di volo che cercavo, vale a dire la capacità di continuare nell'assetto in cui lo metto senza apprezzabili effetti di auto-stabilizzazione. Il ragionamento che ci sta dietro è presto detto: se il modello "di suo" vola senza autostabilizzarsi, significa che ogni disturbo dovuto all'aria diventerà rapidamente evidente sulla linea di volo; spero così di avere un aiuto nell'individuare le zone di aria buona e di aria cattiva.
Su questo, però, le mie capacità sono ancora molto scarse. Domenica ho fatto qualche volo al verricello, e con grande soddisfazione sono riuscito nelle ore più calde della giornata ad agganciare alcune potenti termiche, che mi hanno tenuto in aria ben oltre il tempo del "pieno". Erano talmente belle e generose che non ho nemmeno voluto scendere per conquistare l'atterraggio allo scadere del tempo, ma ho preferito continuare a godermele fino a raddoppiare il tempo di volo previsto. Dopo un po', però, le condizioni sono cambiate, al punto che i tempi di volo sono precipitati nella zona maledetta tra i tre e i quattro minuti. Carlo, con cui mi stavo allenando, mi ha allora suggerito una strategia per le condizioni deboli: lasciare che il modello vada per conto suo, portandolo lontano in un cerchio molto ampio, senza disturbarlo inutilmente per cercare termiche illusorie. Detto e fatto: il Superblade "radiodisturbato" ha continuato a volare quasi da solo, con solo qualche correzione sugli alettoni per tenerlo nella traiettoria circolare, per sei minuti e mezzo pur senza agganciare nulla! Insomma, il modello vola molto meglio di quanto io non piloti!

venerdì, gennaio 27, 2006

Eccezionale nevicata su Genova

Dall'edizione online de "La Repubblica":
Su alcuni valichi dell'entroterra di Genova, come al Faiallo, la neve, che in provincia ha già raggiunto i 60 centimetri di media, ha formato, spinta dal vento, cumuli alti anche 4 metri.

domenica, gennaio 15, 2006

Incidenziometro per code a V

Durante la gita al Faiallo di inizio dicembre avevo avuto modo di chiacchierare a lungo con Antonio Andreis circa la diversità di prestazioni che ottenevo dai miei alianti. La mia ipotesi, confermata da Antonio, Cavalierini grezziera che non tutti i modelli avessero il giusto diedro longitudinale; tuttavia non sapevo come regolarlo meglio non avendo uno strumento per misurare il diedro dei modelli con coda a V. Antonio mi ha allora descritto come funziona un incidenziometro della Graupner in grado di funzionare su code a V. La sua descrizione è stata talmente precisa che nel giro di qualche giorno avevo completato un progetto di massima e individuato il materiale necessario alla realizzazione; le ferie di Natale, poi, mi hanno fornito il tempo per reperire il materiale e per affrontare la costruzione vera e propria.
In un normale incidenziometro ci sono di solito due cavalierini di misura che si applicano ai bordi di entrata e uscita dell'ala. I due cavalierini scorrono su una Tubo in fibra di vetro e anima in carboniobarra rigida, la cui inclinazione rispetto all'orizzontale può essere controllata con una livella a bolla d'aria o un filo a piombo. Per una misura precisa, i cavalierini devono essere posizionati ai bordi di entrata e uscita della stessa corda alare. Finché si ha a che fare con ali con poco diedro trasversale o piani di coda orizzontali, un errore di posizionamento anche abbastanza grande non ha ripercussioni sull'angolo di incidenza misurato. Nel caso di una coda a V, però, il diedro trasversale non è affatto trascurabile: da 90 a 120 gradi, di solito. In queste condizioni, se i due cavalierini non sono allineati con la stessa corda del pianetto si falsa la misura di parecchio: occorre perciò un sistema per garantire che la misura avvenga su una sola corda alare.
Il sistema suggeritomi da Antonio prevede di costruire due gruppi di cavalierini e barre, in pratica due incidenziometri, collegandoli insieme per mezzo di cerniere in modo Coppia di cavalierini prontache, aprendole, possano stringersi contemporaneamente su entrambi i pianetti di una coda a V. Se si fa in modo che i due semi-incidenziometro siano ben uguali l'uno all'altro, che le barre di scorrimento dell'uno siano parallele a quelle dell'altro e alla linea di cardine delle cerniere, ci sarà un unico modo per posizionare l'incidenziometro in modo che tutti e quattro i cavalierini "tocchino", e per costruzione questo modo sarà tale per cui ogni semi-incidenziometro misurerà una sola corda alare. Lo stesso strumento potrà essere usato anche su un'ala o un piano orizzontale semplicemente "chiudendo" i due semi-incidenziometro l'uno sull'altro.
Sin dall'inizio mi è risultato evidente che il buon funzionamento dello strumento avrebbe richiesto una elevata precisione nella realizzazione. Occorreva in Coppia di cavalierini prontaparticolare che lo scorrimento dei cavalierini sulle barre di collegamento fosse senza giochi: perciò ho scelto come barre quattro tubi in fibra di carbonio da 4mm, due per ogni semi-incidenziometro in modo da formare un binario, e ho laminato sopra questi un tubo in fibra di vetro, usando della cera da candele come distaccante (metodo suggerito sul sito di Pierre Rondel). Il tubo è stato diviso in otto spezzoni che sono poi stati infilati dentro dei fori passanti da 5 mm praticati nei cavalierini, in balsa da 12 mm, in modo che fossero tutti ben paralleli tra loro; poi queste guaine in fibra sono state incollate all'interno dei fori dopo aver controllato il perfetto parallelismo delle barre di scorrimento.
Un altro aspetto critico in cui occorre molta precisione è il posizionamento delle cerniere. Il perno del cardine deve essere assolutamente parallelo alle barre, la distanza del perno dalla barra del semi-incidenziometro di destra deve essere uguale a quella dalla barra del semi-incidenziometro di sinistra, e deve essere uguale alle omologhe distanze sull'altra coppia di cavalierini. In questo modo i due cardini si troveranno sul medesimo asse, e questo garantirà che ogni semi-incidenziometro sia posizionato su una sola corda alare.
Per completare il mio incidenziometro ho costruito una tavola in balsa da 12 mm su cui ho applicato un filo a piombo e una scala graduata con una precisione di mezzo grado, realizzata al CAD. Anche in questa tavola ho praticato un foro passante in cui ho inserito le guaine in vetro, che poi ho applicato a una delle barre di carbonio dell'incidenziometro. Il filo a piombo e la scala permettono di leggere l'incidenza del piano che passa per le "V" dei quattro cavalierini: non è indispensabile che lo strumento segni zero quando questo piano è orizzontale, perché tanto le misure sono sempe relative (incidenza dell'ala rispetto al piano di coda).
Per collaudare lo strumento ho misurato i diedri longitudinali dei miei alianti. Ho così scoperto che il Blade 1.9 ha un diedro di circa 1°, il Fredy ha solo mezzo grado e il Superblade addirittura 2,5°! Queste misure spiegano come mai la stabilità del Fredy è così ridotta, rispetto al Blade, e come mai il Superblade tende a delfinare se non applico una buona dose di trim a picchiare.
Incidenziometro sulla coda del BladeIncidenziometro sull'ala del Blade

martedì, dicembre 27, 2005

Potevo forse non comprarlo?

Tutti gli anni si tiene a Genova, nella Galleria Mazzini, la cosiddetta Fiera del Libro. Per me andarci è quasi un rito. Libro sul Forte GeremiaI libri sono tantissimi, molti messi alla rinfusa (che è uno lati affascinanti di questa piccola esposizione) e tra i tanti libri famosi si trovano edizioni particolari, curiose o rare. Bene! direte voi, che c'entra questo con il modellismo?!? Volendo nulla, ma mentre guardavo una serie di libri che trattavano della Liguria mi sono imbattuto in questo (vedi figura). Direi che volando ormai da anni lì a fianco del Forte, quel posto per me è diventato un simbolo, un riferimento a cui piace pensare come uno spettatore silente delle nostre evoluzioni e allora acquistare questo libro mi è sembrato un atto dovuto per saperne ancora di più su un luogo che per una buona parte dell'anno ci vede ospiti.
Auguri sinceri a tutti Voi!

venerdì, dicembre 23, 2005

Ancora un voletto...

Ormai ci siamo... si avvicina la fine di questo meraviglioso 2005 (purtroppo solo volovelisticamente parlando).
Dopo un periodo di stop forzato, vorrei riuscire in queste ferie natalizie a sfruttare ancora qualche ora per tentare l'ultimo volo dell'anno.
Da inizio stagione, praticando questo nuovo hobby, ho passato giornate indimenticabili con i miei nuovi amici d'aria Roberto e Francesco e, a proposito, voglio ancora una volta ringraziarli entrambi di cuore per come si sono comportati con me! (ringrazio Francesco anche per i complimenti riguardanti il mio apprendimento...)
Inoltre faccio a loro e a tutti gli appassionati e non del volo in pendio i miei migliori auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo sperando che il 2006 regali tante soddisfazioni di volo a tutti!
Auguri!

sabato, dicembre 10, 2005

Si vola sulla neve!

Ieri sera ho ricevuto una telefonata dall'amico Tullio Bonfiglio che mi invitava ad andare a volare in pendio, oggi, sul Faiallo. Tullio ed io ci siamo scritti diverse e-mail, ma non ci siamo mai incontrati di persona; così, pur se con qualche tentennamento da parte mia, abbiamo combinato per riuscire finalmente a incontrarci.
Già a Masone, dove ci siamo dati appuntamento, la temperatura è rigida (solo 1 grado sopra zero) e il lato nord di tutte le colline appare ancora imbiancato dalla nevicata della settimana scorsa. Tullio propone di visitare per primo il pendio del Turchino, di cui aveva sentito parlare bene della resa con vento da Nord da Valter. Purtroppo ci accorgiamo presto che il vento è sì forte, ma con raffiche violente, probabilmente a causa delle ostruzioni delle piante e dell'orografia del territorio circostante. Gianni fa qualche volo adrenalinico con uno Zagi, tuttavia l'aria mi pare troppo turbolenta e l'atterraggio quasi impossibile, per cui lascio il Blade tranquillo nella sua sacca; nel frattempo ci raggiunge Antonio Andreis, che si fa una buona mezz'ora di volo con il suo JW.
Una volta disceso il modello di Antonio, Tullio propone di trasferirci al Geremia/Faiallo per vedere se le condizioni migliorano: Tullio e Gianni sul Geremiapochi minuti in auto e ci arrampichiamo per la rampa che conduce alla zona di volo. Il lato Sud è libero da neve, ma sulla la sommità e sul lato Nord ci sono alcuni centimetri di manto bianco. Il vento è sempre forte (da 40 a 50 km/h) ma meno a raffiche, per cui monto velocemente il Blade, infilo tutto il ballast, e chiedo ad Antonio di lanciarmi il modello. L'aliante comincia subito a salire, e nel tentativo di limitare la quota guadagnata comincio ad accelerarlo sempre di più. Come metto la prua al vento, sembra fermarsi in aria, e per questo motivo non mi azzardo a tentare il dynamic soaring che pure promette meraviglie. Dopo circa un quarto d'ora, con la pelle della faccia che pizzica per il vento, imposto un circuto di atterraggio. Troppo alto, mi dico, e apro tutto il butterfly: il modello comincia addirittura a retrocedere rispetto al terreno e mi trovo a dover controllare l'avanzamento con il comando a picchiare, perdendo così tutta la quota che mi pareva troppa e appoggiando il modello a ridosso della sommità. Intanto escono in volo anche Tullio e Antonio ma il sole inizia a calare e il loro volo si limita a pochi minuti; ritiriamo velocemente i bagagli e scendiamo a Masone per riscaldarci con un cappuccino. Bellissima giornata, peccato solo non avere visto in volo il bel Macchi PSS di Gianni!
Panorama del Faiallo con la neve

giovedì, dicembre 01, 2005

Girando l'ultima pagina del calendario...

...di questo anno, ricco di tante belle avventure, ex pinguini e nuove amicizie...
"Soaring is a game of guessing and calculation whose goal is to use nature's invisible fuel in order to outwit gravity" -Bye.