Quest'anno la musica è stata diversa. Per cominciare ho prenotato un albergo a Compatsch, quindi già sull'Alpe, in maniera da non essere legato agli orari di transitabilità della strada o a quelli della cabinovia. Inoltre ho cercato e trovato il consiglio di un frequentatore abituale, il gentilissimo Matteo "teobeer" che mi ha accompagnato insieme ad altri modellisti.
Il sito di volo era esattamente quello dove ero stato cinque anni or sono: un balcone erboso sopra un pendio molto scosceso ricoperto di conifere, davanti alla mole maestosa dello Sciliar e con l'Alpe di Siusi che si stende a lato.
Quello che all'epoca non avevo capito è che lo Spitzbühl non è un pendio di dinamica ma di termica, per cui non bisogna lasciarsi spaventare dal poco vento, ma lanciare ugualmente per raggiungere e sfruttare le termiche che si trovano già una ventina di metri avanti al pendio. Naturalmente bisogna aspettare l'orario giusto (dopo pranzo), ma benché mi fossi portato la fusoliera elettrica del Pike non ho mai avuto la minima tentazione di accendere il motore.

Naturalmente allo Spitzbühl lo spazio aereo è stato condiviso con rapaci, con numerosi parapendio e con alcuni modellisti,

Ho trovato il massimo rispetto di tutti, e la gentilezza dei gestori del rifugio che mettono a disposizione dei modellisti la skiraum, in modo che si possano lasciare i modelli in loco e andare e venire come si vuole, in seggiovia o a piedi, senza l'impaccio dei modelli al seguito. Aggiungendo la bellezza dello scenario e le condizioni fantastiche ho capito perché questo è uno dei pendii più rinomati d'Europa.
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