Raggiungo i Colli poco dopo le 14 e 30; già mentre salgo verso il sito di volo con la sacca dei modelli in spalla incontro Roberto che mi dà il benvenuto. Mi presenta gli altri amici presenti: Ale e Francesca, Simone, Marco e Kevin, Leo, Nicola, oltre a tanti altri. Il pendio è veramente molto frequentato, e non mi stupisce perché è bellissimo e oltretutto tenuto benissimo! erba rasata che sembra un campo da golf, e una vista superba sugli altri colli circostanti e sulla valle Cavallina.
Conclusi i convenevoli, monto il Superblade, controllo il totem delle frequenze e... "esco!". Anche se non c'è sole, il vento sostiene bene e il modello fa quota che è una meraviglia.

La domenica mattina la vista dalla finestra mi riempe di gioia: splende il sole, non ci sono nuvole e la temperatura è decisamente piacevole. Non c'è però vento, e per questa ragione decido di usare per il primo volo della giornata (alle 9 e 40!) il Falcon elettrico. Uso il motore per uscire, ma per i successivi 30 minuti di volo non ne ho più bisogno, l'attività termodinamica sta già sviluppandosi. Dopo un'oretta circa arrivano anche Roberto con Miki e Nini e Ale con Francesca; mentre montano i loro modelli esco con lo Stork (i cui servi degli alettoni, purtroppo rovinatisi, avevo sostituito la sera prima con due HS-125 cannibalizzati fortunosamente dal Fredy). E' la prima volta che provo in pendio lo Stork e ho tutte le intenzioni di approfittare dell'occasione per iniziare la messa a punto per migliorare la resa in F3J; con il centraggio consigliato da Denis e Thomas il modello è molto più lento di quanto non fosse ad Arbois, e sfrutta meglio le termiche. Certo è autostabile, ma non esageratamente: bastano un paio di tacche di trim per portarlo a un assetto gradevole; come rateo di rollio però non ci siamo ancora, ma è inutile fare prove con i servi di recupero, aspetterò di fare nuove prove quando arriveranno i digitali che ho già ordinato da Andy.
Roberto, complimentandosi per il bel volo dello Stork, mi consiglia di sfruttare la quota maturata per uscire fuori dalla dinamica del pendio per cercare termiche. Il consiglio si rivela ottimo: a

Inutile dire che a Grone il Superblade mostra subito di essere nel suo elemento. Anche senza ballast il suo profilo gli permettere di correre molto bene, e le acrobazie escono pulite e rapide, compatibilmente con l'inerzia della sua lunga ala. Il Blade da 1.9 si trova invece meno a suo agio, perché non riesco a fargli prendere abbastanza quota sul pendio da poter poi uscire a caccia di termiche; evidentemente le condizioni della giornata sono adatte ai modelli un po' più grossi. L'eccezione a questa regola è il Blade 1.5 elettrico di Roberto, che sfruttando per pochi secondi il motore riesce a catapultarsi sulle termiche che si formano sul colle di fronte. La velocità di questo modello è impressionante, tanto in aria quanto in atterraggio (anzi, ovviamente lo è ancora di più in atterraggio).
Dopo le 16.30 il gruppo di noi piemontesi leva le tende per ritornare a casa in tempo per la finale della coppa del mondo. Restano negli occhi i tanti bellissimi modelli, F3K, F3J, elettrici, riproduzioni, e nelle orecchie il fischio del Blade di Roberto. Grazie!
1 commento:
MI ha fatto piacere che sei venuto a trovarmi, spero tu venga ancora, anche con i tuoi amici.
Sono state due belle giornate.
Grazie
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